Geotermia: nuovo progetto EGS negli USA
Avviato il progetto per sperimentare un sistema geotermico avanzato nellarea vulcanica di Newberry, con lobiettivo di produrre energia dalle rocce riscaldate in profondità dalla camera magmatica del vulcano
Varato negli Stati Uniti un nuovo progetto di geotermia avanzata, cosiddetta EGS (Enhanced Geothermal Systems).
La tecnologia EGS si propone di ricavare energia da particolari "punti caldi" della crosta terrestre, ovvero da situazioni di anomalia geotermica in cui rocce secche sono riscaldate in profondità (anche a temperature molto elevate) dalla relativa vicinanza di sistemi magmatici.
Il nuovo progetto, proposto da un consorzio appositamente costituito tra le società AltaRock Energy e Davenport Newberry, è compreso nel Geothermal Technologies Program e beneficia di uno stanziamento di 21,5 milioni di dollari (circa 17 milioni di euro) del Dipartimento dell'energia (DOE), oltre a investimenti di circa 22,4 milioni di dollari da parte del consorzio proponente.
La sperimentazione verrà tentata presso l'area vulcanica di Newberry, a una trentina di km dalla città di Bend (Oregon). La scelta è dovuta al fatto che il vulcano di Newberry è inattivo, ma ha una camera magmatica relativamente vicina alla superficie (meno di 5 km).
La tecnica EGS prevede di realizzare una serie di perforazioni per raggiungere i punti caldi in profondità, e qui creare un sistema più o meno vasto di fratture sotterranee in cui e può quindi essere prelevata e utilizzata in impianti simili a quelli alimentati dai convenzionali immettere acqua dalla superficie. Questa, a contatto con l'alta temperatura delle rocce, si riscalda fluidi geotermici.
Si tratta di una tecnica ancora in fase sperimentale, ma che si ritiene possa dimostrarsi promettente nel futuro. Secondo uno studio condotto dal Massachusetts Institute of Technology nel 2007, è possibile ipotizzare una copertura del 10% della domanda elettrica USA con impianti EGS, ma dopo il 2050. Nel frattempo dovrà essere fatta molta strada nell'innovazione di impianto e di progetto, nonché nella disponibilità di nuovi materiali in grado di lavorare in modo affidabile nelle critiche situazioni ambientali dei punti caldi.
(giugno 2010)