Miti da sfatare: fotovoltaico ed eolico tolgono suolo utile all’agricoltura?

Pubblicato martedì, 18 febbraio 2020

Rinnovabili e agricoltura possono convivere

La convivenza tra impianti rinnovabili e agricoltura sta sperimentando nuovi orizzonti in chiave sempre più sostenibile. È il caso dell’agrivoltaico, un metodo innovativo che vede coinvolta Enel Green Power assieme al National Renewable Energy Laboratory statunitense.

Grazie al progetto InSPIRE (Innovative Site Preparation and Impact Reductions on the Environment) si stanno appurando i benefici della convivenza tra impianti fotovoltaici e coltivazioni: la sperimentazione riguarda l’utilizzo dell’ombra dei pannelli solari per efficientare l’utilizzo dell’acqua e contestualmente proteggere le coltivazioni dal sole nelle ore più calde. I primi risultati sono stati sorprendenti: una piantagione di pomodori ciliegini in Arizona - grazie all’agrivoltaico - ha diminuito la richiesta d’acqua e più che raddoppiato la resa.

Molti impianti fotovoltaici a terra sono già stati progettati partendo da modelli operativi che riducono al minimo l’occupazione di suolo. La continua fase di ricerca ed innovazione del settore ha portato allo sviluppo di soluzioni come il pannello fotovoltaico bifacciale HJT, che Enel Green Power produce in esclusiva mondiale nella fabbrica 3SUN di Catania. Una tecnologia che consente di catturare la radiazione solare su entrambe le facciate del pannello, incrementando l’efficienza e ottimizzando gli spazi impiegati per la realizzazione di un impianto.

L’eccessiva occupazione del suolo ed il potenziale conflitto tra impianti rinnovabili e coltivazioni agricole sono quindi miti sfatati. Le nuove centrali traineranno il processo di transizione energetica e non solo: l’agricoltura sarà coinvolta nella rivoluzione green e ne beneficerà grazie a soluzioni innovative in grado di incrementare la creazione di valore.

 

[1] Per i soli progetti di larga scala. A ciò si stima che vadano aggiunti circa 10 GW di sviluppo di piccoli impianti.