EGP presenta la sua prima macchina marina

Pubblicato martedì, 29 novembre 2016

H24 è la prima macchina EGP per la produzione dalle onde del mare. Realizzata dalla società pisana 40South Energy, è destinata al basso fondale e si adatta perfettamente al mar Mediterraneo.

Con Enel Green Power l’energia arriva anche dal mare. Dopo quattro anni di collaborazione con la società pisana 40South Energy, EGP dispone di una nuova macchina marina in grado di produrre energia direttamente dalle onde del mar Mediterraneo. Si chiama H24, nome dedicato alla sua capacità di intercettare i più piccoli moti ondosi nell’arco di tutta la giornata, ed entra a far parte della nostra famiglia produttiva gettando le basi per lo sviluppo di una nuova filiera tecnologica dalla potenzialità enorme. 

Come ci spiega Armando Giacomi, responsabile per Enel Green Power dell’IBO (Innovation Business Opportunities) Marine Energy, “la macchina H24 utilizza con il suo WEC (Wave Energy Converter) una modalità di conversione estremamente semplice, trasformando con un "TEP" (Transmission Electronic and Power) il moto rettilineo alternato di un elemento mobile spinto dal moto delle onde in un moto circolare in grado di produrre elettricità; in altre parole, per semplificare al massimo, la H24 trasforma in energia elettrica la spinta delle onde attraverso il principio della dinamo, cioè lo stesso che consente alle luci delle biciclette di accendersi sfruttando il proprio moto”.

Nella H24, però, c’è però molto di più: tanta innovazione, versatilità e potenzialità di business; il PM del progetto, Andres De Vicente, ci dice che "innanzitutto la H24 è destinata al basso fondale e si adatta perfettamente ai climi d’onda del mar Mediterraneo, può essere facilmente utilizzata nelle piccole isole proprio grazie ad una taglia inferiore a quella delle altre macchine marine (solitamente dai 100 kW in su) che con i suoi 50KW intercetta facilmente le necessità delle piccole isole STESSE dove il costo dell’energia elettrica è particolarmente elevato a causa delle difficoltà di rifornimento del diesel".

Armando Giacomi ribadisce che questo ultimo aspetto "economico" è fondamentale perché consente uno sviluppo industriale della tecnologia attraverso il posizionamento delle macchine di questa classe in specifici mercati di nicchia che ne permettono una remunerata sperimentazione funzionale all'aumento di taglia. “E l'aumento di taglia e le configurazioni ‘multitep’ adatte anche a climi d'onda oceanici sono la vera grande sfida nel medio periodo; realizzare array di macchine marine da decine di MW senza occupare territorio ne alterarlo visivamente è il challenge che ci attende, soprattutto a quelle latitudini in cui la risorsa è enorme e non stagionale,  come ad esempio in Cile e in Sudafrica". 

Avere una prima piccola macchina consente quindi di compiere un grande passo verso potenziali vantaggi futuri per Enel che potrà da un lato individuare oggi i siti produttivi più interessanti in cui posizionare domani i propri impianti e, al contempo, acquisire conoscenze e competenze necessarie alla gestione di macchine appartenenti a questa filiera produttiva quando, in un futuro ormai non lontano, le tecnologie marine saranno mature e competitive con le altre rinnovabili.