In Toscana il turismo è anche geotermico

Pubblicato giovedì, 19 aprile 2018

“Nel 2017 i territori geotermici della Toscana sono stati visitati da oltre 120.000 persone. Tra queste, oltre 60.000 sono veri e propri turisti geotermici.”

Il calore del territorio

I “turisti geotermici” sono i ragazzi delle scuole, i gruppi organizzati provenienti dall’Italia e dall’estero, gli abitanti della zona, tutti curiosi di scoprire una realtà – quella dell’industria geotermica – radicata profondamente nel territorio da ormai due secoli.

La Centrale Geotermica di Larderello di Enel Green Power è stata la prima al mondo a sfruttare il calore della Terra per produrre energia verde e rinnovabile e oggi è al centro di un vasto complesso composto da un museo e numerosi parchi e percorsi naturalistici.

“Il turismo geotermico è ormai una parte importante del distretto della geotermia toscana: si tratta di un risultato possibile grazie alla collaborazione tra Enel Green Power, Co.Svi.G., Regione Toscana, Amministrazioni Comunali, Comunità del Cibo a Energie Rinnovabili, Museo Le Energie del territorio di Radicondoli, Centro Visite del Parco delle Biancane di Monterotondo Marittimo, Pro Loco, Associazioni e Uffici turistici dei territori geotermici tradizionali e dell'Amiata.”

– Massimo Montemaggi, responsabile geotermia Enel Green Power

Alle radici dell’energia

Nel corso del 2017 il Museo della Geotermia di Larderello, nel comune di Pomarance (Pisa), è stata l’attrazione più apprezzata dai “turisti geotermici”, con oltre 27.000 ingressi complessivi. 

“L’esposizione permanente del Museo della Geotermia racconta le origini e lo sviluppo dell’industria geotermica fin dal 1818, l’anno in cui Conte Francesco De Larderel iniziò a sfruttare il calore della terra per fini industriali.”

Dal novembre del 2017 l’offerta del museo si è ulteriormente ampliata e oggi è possibile visitare una nuova ala composta da 12 nuove sale ricavata dall’abitazione del Conte. Le nuove sale, che si aggiungono al precedente percorso interattivo, ospitano la biblioteca, l’archivio fotografico e un approfondimento sulla storia di Larderello, paese nato e cresciuto proprio grazie all’intuizione di De Larderel.

Tra natura e industria

Ma accanto alla storia dell’industria geotermica toscana, per i turisti è possibile ammirare anche le meraviglie della natura, come il Parco delle Biancane (nel comune di Monterotondo Marittimo), che nel 2017 ha ospitato tra le sue caratteristiche rocce rese bianche dal vapore ben 17.000 visitatori.  

Sono stati circa seimila, invece, gli ingressi nel Parco delle Fumarole di Sasso Pisano (Castelnuovo Val di Cecina), a San Federigo, con i suoi soffioni, o nei percorsi di trekking tra le fumarole e le biancane.

Molto apprezzato dai visitatori anche il percorso di 700 metri intorno agli impianti di Bagnore 3 e Bagnore 4, che permette di osservare da vicino le centrali e comprenderne il funzionamento grazie a pannelli informativi e piazzole di sosta. 

“La centrale di Bagnore 4 è stata inaugurata nel 2014 e ha una capacità installata di 40 MW, in grado di generare 310 milioni kWh ogni anno, per un risparmio equivalente di 70.000 tonnellate di petrolio.”

Un importante contributo al turismo geotermico è arrivato anche dall’evento Centrali Aperte 2017 che ha permesso a 10.000 tra cittadini e turisti di visitare l’impianto geotermico di Chiusdino, in provincia di Siena.

“Tutti hanno lavorato molto sulla promozione e sulla cura degli itinerari di visita, facendo dei luoghi della geotermia un punto di riferimento per il turismo nazionale e internazionale.”

– Massimo Montemaggi

L’ampliamento dell’offerta turistica in tutto il distretto è stato possibile grazie ad un lavoro congiunto di Enel Green Power e le istituzioni locali, che hanno dimostrato ancora una volta l’impegno nella valorizzazione dell’industria geotermica per il territorio.