Verso i ghiacciai dell’Himalaya

Pubblicato lunedì, 14 maggio 2018

“Le fotografie dei ghiacciai realizzate oggi, comparate a quelle scattate nei decenni scorsi restituiscono in modo immediato la percezione degli effetti dei cambiamenti climatici in corso.”

Enel Green Power sostiene il progetto fotografico “Sulle tracce dei ghiacciai” fin dal 2009, quando Ventura è partito per la catena del Karakorum. Nel 2011 è stata la volta del Caucaso, poi dell’Alaska (2013) e infine della cordigliera delle Ande (2016).

Quest’anno “Sulle tracce dei ghiacciai” fa tappa in Himalaya, prima di chiudere il viaggio nel 2020 con una sesta e ultima spedizione sulle Alpi.

Sulle orme del passato

La quinta spedizione di Sulle tracce dei ghiacciai è iniziata alla fine di aprile con l’obiettivo di raggiungere la zona a nord dell’Everest e il Kangchenjunga, rispettivamente la prima e la terza montagna più alta della Terra.

Il percorso stabilito, che si concluderà a giugno, ripercorrerà le tracce di due imprese del passato, quella del 1899 dell‘alpinista inglese Douglas W. Freshfield, alla quale partecipò anche lo storico fotografo Vittorio Sella, e quelle a cui hanno preso parte negli anni Venti e Trenta George Mallory e Edward Oliver Wheeler, tra i primi britannici a vedere dal vivo il monte Everest.

“Il nuovo viaggio di Ventura e della sua squadra è stato costruito su oltre 15000 stampe fotografiche antiche raccolte dalle due spedizioni e oggi conservate alla Royal Geographic Society di Londra.”

Tra la jungla del Nepal

La spedizione è ufficialmente partita il 22 aprile, grazie a un lungo trasferimento aereo iniziato qualche giorno prima a Roma e conclusosi nella piccola città nepalese di Badrapur.  

Dopo un avventuroso attraversamento in jeep della lussureggiante foresta del Nepal, il gruppo ha raggiunto il villaggio di Taplejung, dove si sono aggregati alle spedizioni cuoco e trasportatori.

A quel punto è stata la volta di indossare finalmente gli scarponi da trekking e incamminarsi sul sentiero che dalla jungla del Nepal porta fino ai maestosi picchi dell’Himalaya.

L’attraversamento della foresta pluviale nepalese è stata una grande occasione per ammirare un ecosistema ricchissimo di numerose specie di vegetazione, che cambiano con l’avvicinarsi alle montagne. 

“I paesaggi che man mano ci si presentano a ogni cambio di valle sono maestosi, salendo di quota incontriamo le prime conifere che svettano oltre 30 metri sopra le altre chiome.”

In vista dei ghiacciai

Risalendo la valle degli sherpa lungo le rapide del fiume Ghunza, il gruppo è arrivato in vista delle imponenti montagne dell’Himalaya e si è preparato alle sfide successive riposando nella “Kanchanjunga Guest House”, un rifugio completamente alimentato da micro turbine idroelettriche a basso impatto ambientale.

“Nei primi dieci giorni di cammino sono stati percorsi 75 km e oltre 4400 m di dislivello in salita e 2500 m in discesa.”

Con la jungla ormai alle spalle, la spedizione è pronta per affrontare le quote più alte.

La prima tappa è il ghiacciaio Jannu, al confine tra Nepal e India, un imponente picco di oltre 7700 metri. Una volta nei pressi della montagna, l’obiettivo è raggiungere il punto in cui nel 1899 Vittorio Sella immortalò il ghiacciaio.

La scalata ai grandi ghiacciai dell’Himalaya è appena cominciata.