Anno 2011: EGP alla scoperta delle energie rinnovabili nel mondo

Pubblicato giovedì, 22 novembre 2018

“La parte più avvincente della nostra storia è che nonostante tutti gli scenari intorno a noi siano cambiati molto velocemente, noi siamo rimasti al centro di questo grande turbine, determinandolo, in parte subendolo, in parte accelerandolo.”

– Antonio Cammisecra, CEO Enel Green Power

Gli anni delle rare combinazioni

È un insieme di coraggio, voglia di aprirsi al mondo e di sperimentare a portare di nuovo EGP nello stato americano del Nevada, dove fin dal 2009 operava con la centrale geotermica di Stillwater.

Nel 2011, infatti, grazie ad un accordo cooperativo di ricerca e sviluppo con il National Renewable Energy Laboratory, sotto la supervisione dell’Ufficio tecnologie geotermiche del Dipartimento statunitense dell'energia, iniziamo a lavorare per rendere Stillwater la prima centrale al mondo a combinare tecnologie basate sul geotermico a ciclo binario a media entalpia, il solare termodinamico e il solare fotovoltaico.

Un sito - quello di Stillwater - che per Enel Green Power ha il ruolo fondamentale di hub tecnologico, nel cuore di un mercato che fa dell’innovazione da sempre il suo mantra. 

Mentre in Nevada il calore della Terra e quello del Sole si intrecciano in un inedito connubio, a Catania, in Sicilia, la fabbrica 3SUN viaggia al ritmo di 160 MW di pannelli solari prodotti in un anno, fondamentali per sostenere l’impetuosa crescita del fotovoltaico italiano con nuovi impianti firmati EGP, oltre a soddisfare la domanda dei mercati del solare più promettenti di Europa, Medioriente e Africa.

Ma più del sole, è il vento che soffia forte sulle ali di EGP e, volando dalle Alpi alle Ande, ci fermiamo a Portoscuso, nel Sulcis della Sardegna - un tempo terra d’elezione del carbone italiano - dove nasce il più grande parco eolico del paese, con una capacità installata di 90 MW e capace di soddisfare il fabbisogno energetico di circa 70.000 famiglie. 

“Abbiamo costruito un sistema che ha unito le persone intorno a una visione, che era da un lato idealistica e dall’altro anche molto concreta, quindi siamo riusciti a creare un connubio alquanto raro”

– Francesco Starace, CEO Enel

Il vento soffia forte in America

Tra il 2011 e il 2012 l’intero continente americano diviene terra di elezione dell’eolico firmato EGP. In Brasile, la prima di una lunga serie di installazioni alimentate dalla forza del vento, si inaugura nello stato di Bahia, con i primi 30 MW l’impianto di Cristal.

In Cile, invece, Enel Green Power si aggiudica la prima gara pubblica nazionale per l’installazione di nuove centrali eoliche, organizzata congiuntamente dal Ministero dei Beni Nazionali e dal Ministero dell’Energia.

Ma se in Cile le turbine sono ancora in viaggio verso la loro meta, qualche migliaia di chilometri più a nord, negli stati a stelle strisce dell’Oklahoma e del Kansas, i nostri aerogeneratori sono già pienamente operativi.

In Oklahoma, EGP è presente con l’impianto di Rocky Ridge da 150 MW, mentre il parco eolico di Caney River, in Kansas, è speciale. Non solo per la sua taglia extralarge da 200 MW, ma soprattutto perché è la prima e più tangibile applicazione del modello CSV (Creazione di valore condiviso), capace di portare valore aggiunto alle comunità che vivono e operano nelle zone limitrofe all’impianto.

Ben 8.5 milioni di dollari parte del finanziamento destinato alla costruzione dell’impianto sono utilizzati per realizzare uno studio approfondito sull’ecosistema e la sua fauna selvatica, propedeutico alla creazione di un’area protetta di ben 18.000 ettari fra cui 6.000 ettari di preziosa prateria dall’erba alta.

La nostra Africa

Dalle maestose praterie americane alle grandi pianure aperte del Sudafrica, il passo è breve. Il 2011 è infatti l’anno in cui Enel Green Power risponde all’appello del governo locale che finalmente intuisce come il “paese arcobaleno” abbia un potenziale immenso per lo sviluppo delle rinnovabili come veicolo di uno sviluppo veramente sostenibile. 

L’appello di Pretoria si traduce in un efficace sistema di aste che abbina il coordinamento del settore pubblico al dinamismo del settore privato, ovvero, il Renewable Energy Independent Power Procurement Programme (REIPPP). Enel Green Power ottiene la luce verde per mettere in cantiere due centrali fotovoltaiche rispettivamente da 10 e 66 MW, avanguardie di una presenza che nel tempo si farà sempre più radicata nel territorio. 

“C’erano problemi legati alle differenze culturali e di mentalità, ma anche le difficoltà legate al clima e alle condizioni atmosferiche di alcuni territori: lavorare a meno 20 gradi, o nel deserto, o in mezzo alle foreste o ad alta quota richiede un grande spirito di adattamento. La nostra fortuna è stata scegliere le persone giuste, che hanno lavorato con grande passione e voglia di fare. C’è stata tanta voglia di fare in EGP.”

– Vittorio Vagliasindi, Responsabile E&C, Global Thermal Generation

Il cigno bianco di EGP

Se per Nassim Nicholas Taleb esistono i “cigni neri”, allo stesso tempo è possibile immaginare anche la presenza di “cigni bianchi”, eventi di straordinaria normalità che hanno in seno i semi di un futuro luminoso. E un “cigno bianco” si posa su Enel Green Power alla fine del 2013, quando Antonio Lemme, responsabile Health, Safety, Environment e Quality, si avvicina per le prime volte alla centrale idroelettrica di Palo Viejo, in Guatemala.

“La cosa più affascinante di Palo Viejo è che non c’è una cosa che non possa ricondursi a quella esperienza in termini di relazioni tra le persone, indagini preliminari, di creazione di valore condiviso, di safety. Ad esempio, riuscire a ridurre il fenomeno infortunistico non è stato semplice. La nostra sfida è stata insegnare la sicurezza in modo che risultasse comprensibile per la cultura locale.”

– Antonio Lemme, Responsabile Health, Safety, Environment e Quality, E&C, EGP

La centrale idroelettrica da 85 MW, inaugurata nel 2012, rappresenta non solo un esempio della crescita quantitativa di EGP nel continente sudamericano, ma soprattutto un esempio della crescita qualitativa dell’approccio di business, legato al responsabilità nei confronti delle comunità locali e dei lavoratori che costruiscono e gestiscono i nostri impianti. 

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