“Quando siamo arrivati qui abbiamo notato che non c’erano molti professionisti qualificati. Per questo abbiamo iniziato una vasta azione sociale e siamo riusciti a formare 372 persone, contribuendo al successo del progetto.”
Per le persone che hanno partecipato alla costruzione dell’impianto, Nova Olinda rappresenta l’occasione per essere protagonisti della vita delle loro comunità e iniziare a costruire la rinascita economica e sociale dello Stato di Piauí, tra i più poveri del Brasile.
“Sono un figlio della regione, un figlio delle comunità tradizionali. Ed è questo in quello in cui crediamo, in un progetto che permette di parlare con le comunità, con le parti sociali e i rappresentati municipali, con tutti gli attori coinvolti.”
Oltre ai corsi di formazione, EGP ha promosso anche diversi programmi di educazione, non solo relativi all’energia solare, ma anche al rispetto dell’ambiente e alla valorizzazione della cultura e dei diritti dei quilombolas.
La sostenibilità sta nel riuso
Estreito e Eliezer sono due quilombo a circa 25 km di distanza dalla centrale. Dona Maria de Lourdes è la donna più anziana dei due villaggi ed è rispettata e ascoltata da tutti.
Oggi però, Dona Maria rappresenta anche la speranza per il futuro: a lei, infatti, è stata dedicata la nuova piazza creata grazie ad un progetto CSV di EGP.
La piazza, in particolare, è stata costruita con il legno di risulta del cantiere della centrale grazie al lavoro di 150 volontari di EGP e delle aziende partner, che hanno trasformato pallet e bobine in recinti, panchine e giochi, regalando alle due comunità un nuovo spazio comune dove i bambini possono giocare e gli adulti chiacchierare.
“Crediamo che la creazione di valore condiviso inizi con il rispetto della cultura e dell'identità delle popolazioni locali. Ora, con la fine dei lavori, speriamo che la comunità abbracci le conoscenze acquisite e che il territorio sia pronto a svilupparsi. Questo è ciò che significa essere sostenibili! ”
Il progetto della piazza di Estreito e Eliezer è stato replicato con successo anche nella comunità di Saco / Curtume, un esempio di come i progetti di sostenibilità, così come le tradizioni dei quilombolas, vivono grazie all’anima dei territori.


