“Vapori di Birra”, dove il luppolo incontra l’energia geotermica per una produzione sostenibile

Pubblicato venerdì, 22 febbraio 2019

“Il nostro obiettivo è fare prodotti di eccellenza, ma quello che è veramente importante per noi è raccontare il territorio. Il nostro prodotto, infatti, nasce con alle spalle la storia della geotermia, presente in Toscana da oltre duecento anni.”

– Edo Volpi – Fondatore di Vapori di Birra

Situato nel pieno del distretto geotermico toscano, “Vapori di Birra” è il primo birrificio italiano ad utilizzare il calore proveniente dal cuore della Terra nella sua produzione, proseguendo così la storia secolare che lega la Toscana alla geotermia.
 

Il sapore della sostenibilità

Sasso Pisano è un’area conosciuta per la presenza di soffioni boraciferi, emissioni di vapore ad alta pressione e temperatura che sgorgano dal terreno.

Poco lontano dal birrificio, ad esempio, sorge lo storico impianto geotermico di Sasso 2 di Enel Green Power, ristrutturato nel 2009 e dotato di 20 MW di potenza installata. 

Grazie ad un sistema di condotte opportunatamente studiato e condiviso con il teleriscaldamento, il vapore proveniente dalla centrale viene instradato verso il birrificio, il quale lo utilizza per tutte le fasi della produzione della birra che richiedono calore.

Il vapore, in particolare, arriva al birrificio a circa 230° e, grazie ad uno scambiatore di calore, viene trasformato in acqua riscaldata a 136° e inserita in un circuito chiuso. 

“Per tutta la fase di produzione utilizziamo l’energia geotermica, questo garantisce l’assoluta assenza di emissioni di C02 nell’aria, assicurando dunque una produzione con un bassissimo impatto ambientale.”

– Edo Volpi – Fondatore di Vapori di Birra

La prima fase della produzione di una birra è l’ammostatura, dove all’acqua riscaldata a 78° vengono aggiunti i malti macinati. Successivamente, il prodotto viene prima filtrato, e poi reimmesso nell’ammostatore, dove il calore geotermico porta l’acqua fino all’ebollizione.

È poi la volta del fermentatore, dove finalmente nasce la birra, e infine dei lavaggi, per il quale si usa sempre acqua riscaldata con la geotermia. Il vapore geotermico non entra mai in contatto diretto con la birra, che così mantiene inalterate le sue proprietà organolettiche, nutrizionali e, ovviamente, di gusto.

Alla fine del processo il vapore esausto viene “restituito” dal birrificio ad EGP, che si occupa di raffreddarlo ulteriormente e reinserirlo nel sottosuolo, così da garantire la sostenibilità della fonte nel tempo.

Grazie al calore della terra “Vapori di Birra” è in grado di produrre ben 8 tipi di birra differenti, tutte con nomi dedicati in qualche modo all’energia geotermica: dalla Weiss denominata Sulfurea alla rossa Magma, fino alla birra speciale al miele Thera o quella al peperoncino, di produzione locale, Fiamma.
 

Una birra ecosostenibile

Utilizzare il vapore geotermico per la produzione della birra come fa il birrificio di Sasso Pisano non è solo un vantaggio per l’ambiente ma anche per economico, il birrificio ha registrato una riduzione dei costi del 25% rispetto a quando utilizzava energia tradizionale. E non solo, è anche un vantaggio per l’economia del territorio in generale e per incrementare una nuova forma di turismo sostenibile.

Si tratta di una dote importante, che viene reinvestita direttamente nell’attività per migliorare i processi di produzione, scegliere le migliori materie prime e proporre birre sempre più buone, che a loro volta attraggono sempre nuovi clienti. Con “Vapori di Birra” siamo quindi di fronte ad un circolo virtuoso, sia ambientale che economico, innescato proprio da una fonte rinnovabile come l’energia geotermica. 

“Tante persone che vengono a conoscere la geotermia scoprono con interesse la nostra attività. Abbiamo molti clienti che ci scelgono per la loro spiccata sensibilità ambientale, un indizio che dimostra come i temi della sostenibilità sono sempre più diffusi. Certo, poi la birra deve essere buona!”

– Edo Volpi – Fondatore di Vapori di Birra

Ma “Vapori di Birra” non è certo sola. Il birrificio fa parte dell’associazione “Agricoltori Custodi della Comunità del Cibo a Energie Rinnovabili della Toscana”, formata da imprenditori che hanno a cuore la sostenibilità e che collabora attivamente con Slow Food Toscana, Fondazione Slow Food per la Biodiversità e CoSviG.

In Toscana la geotermia non è solo energia elettrica e calore, ma anche cultura e turismo sostenibile, grazie ai musei, i percorsi di trekking e i tour enogastronomici che ogni anno accolgono migliaia di visitatori del distretto. 

E che grazie ad Edo Volpi possono godersi, tra una visita e l’altra, una pausa rinfrescante con una birra di qualità e rispettosa dell’ambiente!