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EGP e i suoi primi 10 anni per lo sviluppo delle energie rinnovabili e lo sviluppo sostenibile

7 min.

EGP e i suoi primi 10 anni per lo sviluppo delle energie rinnovabili e lo sviluppo sostenibile

Il 1° dicembre 2008, in un clima di incertezza, un gruppo di persone è pronto a scommettere che le fonti rinnovabili saranno l’energia del futuro. Inizia così il nostro ciclo di articoli dedicati ai 10 anni di storia di Enel Green Power: un racconto fortemente intrecciato ai fatti geopolitici ed economici, che abbiamo gestito, rincorso e a volte anticipato.

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Il 2008 sarà probabilmente ricordato come l’anno del collasso del sistema finanziario globale, i cui postumi – a distanza di dieci anni -  dominano ancora la vita politica ed economica del Pianeta.

Un decennio articolato, caratterizzato dalle politiche di austerity da un lato e da entusiasmanti e dirompenti novità dall’altro. Sono gli anni della digitalizzazione, dei social media e di una radicale mutazione dei comportamenti individuali e delle interazioni sociali. Ma sono anche gli anni dell’altalena del petrolio, i cui prezzi oscillano come impazziti su tutti i mercati internazionali mettendo in crisi i tradizionali sistemi energetici.

La rivoluzione energetica, quella che porterà in futuro ad un business fatto di efficienza e sostenibilità ambientale, nasce qui e ora. La decarbonizzazione dell’economia è l’orizzonte a cui i grandi player dell’energia guardano con rinnovata, anzi, rinnovabile speranza per mitigare l’innalzamento delle temperature e per delineare un nuovo concetto di sviluppo possibile.

E’ il 2009 quando l’accordo di Copenhagen ufficializza il limite dei 2°C per l’innalzamento della temperatura atmosferica e chiede ai paesi industrializzati di fissare i propri obiettivi di emissioni nazionali al 2020. C’è da far presto ed è necessario lavorare per accelerare la transizione energetica verso le rinnovabili.

La storia di Enel Green Power è frutto di questi anni: un esercizio continuo di equilibrismo tra la sfida dei cambiamenti climatici e la garanzia della sicurezza energetica in un mondo in cui la crescita della popolazione mondiale e l’aumento della domanda di energia, soprattutto elettrica, come cita il report della IEA, International Energy Agency nel 2010, spingono a fare i conti con la disponibilità delle risorse.

L’esordio di Enel Green Power

Il primo AD di Enel Green Power, Francesco Starace, ha definito la scelta rinnovabile del gruppo Enel come una vera e propria scommessa: oltre i balbettamenti sul clima da parte degli stati nazionali che faticano ad abbandonare i vecchi paradigmi per paura di perdere competitività sui mercati globali; oltre i vecchi canoni economici, che vedono un’economia ancora fortemente legata ai combustibili fossili.

 

“La nascita di Enel Green Power, il 1° dicembre del 2008, è stata molto faticosa in effetti: avevamo un sacco di cose sparpagliate in giro per il mondo, assemblate in modo diverso nel tempo, senza qualcosa che le tenesse insieme. Ricomporre la diaspora, cioè, mettere insieme tutte queste parti separate ormai da anni o, in certi casi mai unite, e creare qualcosa che fosse collegato al suo interno, che avesse un senso di sé e che trovasse intorno a certi temi un punto di unità e di sviluppo comune è stata una grande scommessa.”

– Francesco Starace, CEO Enel

 

Enel Green Power non parte propriamente da zero. La green power era già presente in Italia ben prima della nascita di Enel nel 1962 ed il suo colore primario era il blu, blu acqua per l’esattezza. Dalle Alpi alle Madonie, l’energia dei mille fiumi e torrenti che attraversano lo stivale è stata imbrigliata nei primi anni del Novecento in una rete di impianti idroelettrici capaci di dare impulso alla prima industrializzazione di un paese sostanzialmente privo risorse di energie fossili.

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A questa blue power si affianca la white power, come quella dell’acqua che a forza viene spinta nelle viscere della terra in quel di Larderello, in Toscana, a contatto con i roventi soffioni boraciferi che la trasformano in vapore che alimenta le turbine della prima centrale geotermica al mondo.

I vagiti di un primo impulso fotovoltaico risalgono alla fine degli anni Settanta, quando, corsi e ricorsi storici, la seconda grande crisi petrolifera spinge Enel ad inaugurare nel 1981 la prima centrale solare a concentrazione al mondo nel luogo più assolato d’Europa, il paesino siciliano di Adrano.

 

“La storia di EGP potremmo sintetizzarla con un’immagine: da scatola vuota a primo leader mondiale nelle rinnovabili. Siamo saliti sulle spalle dei nostri predecessori e abbiamo costruito tantissimo in pochissimi anni.”

– Carlo Pignoloni, responsabile Country Italia di EGP

 

EGP e l’Italia

Il primo, naturale, terreno di sviluppo di Enel Green Power è l’Italia. Nei primi anni di vita l’attività di EGP si concentra in una serie di investimenti in campo eolico con gli impianti di Acquaspruzza 2 e Monterosso in Molise per una potenza totale di 39 MW. Ma c’è spazio anche per il solare, con la costruzione della centrale fotovoltaica di Montalto di Castro, Viterbo, al tempo la più grande d'Italia e tra le più grandi in Europa.

 

“Uno degli step più importanti per noi: l’abbiamo completata nel 2009, generava circa 6 MW. Mi ricordo l’estrema diffidenza iniziale e poi l’entusiasmo di quando è stata realizzata. È incredibile pensare che al tempo ci era sembrato un miracolo.”

– Umberto Magrini, responsabile E&C di EGP

 

Nel suo primo biennio di vita, EGP riesce a costruire circa 200 MW di nuova capacità rinnovabile all’anno, con l’obiettivo di arrivare a 1000 MW. Il gruppo ed EGP si trovano però di fronte ad una sfida nuova, cercare e attrarre competenze specifiche nel settore delle rinnovabili. 

 

“Dovevamo creare qualcosa che non esisteva prima in nessuna parte del mondo. Questo dava la sensazione che si trattasse di un obiettivo irraggiungibile e allo stesso tempo entusiasmante.”

– Vittorio Vagliasindi, responsabile E&C, Global Thermal Generation

 

EGP si quota in Borsa

Dopo gli uomini giusti, il secondo passo è una strategia di lungo periodo che possa portare Enel Green Power nel futuro. Questo obiettivo passa da atti concreti come la quotazione sul mercato azionario di fine ottobre 2010. Un passaggio fondamentale per consentire alla neonata azienda di camminare con le proprie gambe ed avere l’autonomia necessaria per procedere con il proprio, ambizioso, piano di crescita che la porterà in futuro ad avere un posto di leader fra i grandi player del rinnovabile mondiale. 

 

“Un periodo intenso e ricco di tensione: il mondo aveva paura delle rinnovabili, considerate inaffidabili a causa delle loro natura di intermittenza e non programmabilità e per i rischi blackout. Una diffidenza che abbiamo scardinato con fatti e numeri. Questo è quello che è successo e che abbiamo contribuito a far succedere.”

– Roberto Deambrogio, Responsabile Comunicazione Enel

 

La ricerca di soluzioni innovative è evidente già dai primi esordi. A Nola, sui tetti dei fabbricati del CIS e dell’Interporto Campano vengono installati 20,3 MW di energia verde in totale integrazione architettonica su un’area complessiva di circa 615.000 metri quadrati. I moduli in tecnologia silicio amorfo a tripla giunzione garantiscono la produzione di energia elettrica anche in regime di basso irraggiamento o parziale ombreggiatura. La tecnologia scelta oltre ad essere ecologica è estremamente resistente agli agenti atmosferici.

Nel frattempo a Catania, a valle dell’Etna, Enel Green Power si impegna in una joint venture paritetica con Sharp e STMicroelectronics  creando il più grande stabilimento produttivo di pannelli fotovoltaici a livello nazionale ed uno dei più grandi in Europa: 3SUN. Enel Green Power si pone così come la sola power utility integrata a poter contare su un impianto interno che produce pannelli destinati a soddisfare parte del proprio fabbisogno per i suoi progetti in tutto il mondo.

Il 2010 di EGP si chiude con due successi che ne descrivono la forza fatta di capacità installata e di capacità delle sue persone.

Il 13 ottobre il mondo festeggia il salvataggio de Los 33, i minatori cileni rimasti intrappolati per 2 mesi a oltre 700 metri di profondità nelle miniera di San José nel deserto di Atacama. Tra i protagonisti del salvataggio, che negli anni successivi ispirerà anche un film, c’è EGP con Stefano Massei, ingegnere pisano che grazie all’esperienza nella perforazione maturata nel settore geotermico a Larderello e nel mondo, ha contribuito in maniera determinante al lavoro del team internazionale raccolto ad Atacama per salvare i minatori.  

Al 31 dicembre 2010 Enel Green Power può contare su una capacità installata generata di oltre 6 mila MW distribuita in 16 Paesi, Stati Uniti inclusi.

Seppur nata in un contesto turbolento, Enel Green Power in due anni ha già dimostrato di avere talento, determinazione e visione per crescere. Inizia così una fase di esplorazione di nuovi mercati e opportunità.

Leggi il secondo capitolo.

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