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Il successo di Open Africa Power 2019: il futuro dell’energia green è in buone mani

Numeri più che raddoppiati e profonde sinergie con università e istituzioni: si è conclusa in questi giorni in Italia la seconda edizione di Open Africa Power. Due settimane di formazione ed esperienze sul campo per 16 talenti africani.

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Aiutare la formazione dei futuri leader africani dell’energia. È questo l’obiettivo di Open Africa Power, la cui edizione 2019 si è conclusa in questi giorni in Italia. I 16 migliori studenti del progetto (selezionati sulla base del merito accademico e provenienti da 8 differenti Paesi africani) sono stati ospiti di Enel Foundation tra il 24 giugno e il 5 luglio, e hanno potuto svolgere il “modulo” italiano del loro programma di training, giunto al termine dopo 6 mesi di studi ed esperienze sul campo.

Il progetto Open Africa Power, giunto alla seconda edizione, è nato per fornire formazione di alto profilo agli studenti più meritevoli tra partecipanti a master o dottorandi in aree come ingegneria, giurisprudenza o economia delle diverse università africane. A guidare le fila del progetto è stata Enel Foundation, in cooperazione con la Strathmore University, l’Università di Addis Abeba (per il modulo inziale in Africa), il Politecnico di Torino, il Politecnico di MilanoUniversità SDA Bocconi, Venice International University e la Florence School of Regulation (per il modulo Italiano).
 

Open Africa Power 2019, storia di un successo

La prima edizione di Open Africa Power aveva visto la partecipazione di 29 studenti selezionati tra i 140 applicants, e si era svolta presso la Strathmore University e la University of Nairobi, in Kenya. Quest’anno i numeri sono più che raddoppiati: 60 selezionati, di cui un terzo donne, scelti tra le oltre 400 candidature pervenute. Le sedi dei corsi per la settimana Africana sono state l’Università di Addis Abeba e la sede della UNECA (United Nations Economic Comission for Africa) sempre nella capitale Etiope, che hanno dato il via ad un programma formativo sviluppatosi nell’arco di 6 mesi attraverso 4 moduli.

La prima parte è stata dedicata alle lezioni in aula in Etiopia, la seconda all’e-learning, la terza al modulo residenziale e learning trip di due settimane in Italia, arricchito da visite a location strategiche per il business del Gruppo e da diversi eventi istituzionali e di networking, tra cui la cerimonia conclusiva al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Il primo giorno “italiano” di Open Africa Power 2019 è iniziato con una visita all’Enel Smart Grid Lab a Milano e al CESI proseguendo poi con una presentazione del Master in Green Management, Energy e Responsabilità sociale delle imprese (MaGER).

L’apertura ufficiale del modulo è stata celebrata con un seminario organizzato con Africa Lab della SDA Bocconi, per discutere sul ruolo dell’Italia come hub internazionale di educazione e formazione per sostenere il futuro sostenibile dell’Africa, alla presenza di Patrizia Grieco, Presidente di Enel e Presidente del Comitato Scientifico di Enel Foundation.

 

"Il tipo di risposte che l’Africa e gli africani saranno in grado di dare alle sfide che li attendono, non riguardano più solo gli africani. Ma riguardano tutti noi e il futuro di tutto il pianeta."

- Patrizia Grieco, Presidente Gruppo Enel e Comitato scientifico Enel Foundation

 

Dopo la tappa meneghina, che ha compreso anche lezioni al Politecnico di Milano e una visita al prestigioso Wind Tunnel dell’ateneo, il gruppo si è recato per un ciclo di lezioni al Politecnico di Torino e per partecipare ad un evento speciale nell’ambito della Tech Week italiana. Nei locali della Links Foundation a Torino, i 16 giovani partecipanti al programma Open Africa Power hanno presentato, ciascuno con un pitch di tre minuti, le loro idee e i loro progetti alla comunità tecnologica italiana.

I ragazzi si sono alternati per oltre un’ora di discussione, suscitando interesse e stupore con le loro idee: dalla bicicletta per dare energia ai villaggi rurali del Burkina Faso - unendo il movimento umano e i pannelli fotovoltaici - ai parchi fotovoltaici galleggianti da piazzare sui bacini delle dighe idroelettriche dell’Etiopia. Dal riciclo di vecchie antenne paraboliche per la tv satellitare in accumulatori di energia solare, all’uso di biomasse nelle zone rurali: tutte proposte che hanno saputo coniugare innovazione, sostenibilità e peculiarità locali.
 

Workshop, visite alle centrali e incontri istituzionali

Una prima settimana intensa di lezioni si è conclusa alla Venice International University, dove i partecipanti hanno seguito un workshop sulla tematica del public engagement.  La seconda settimana è iniziata a Firenze con una sessione presso la Florence School of Regulation: i partecipanti hanno potuto ascoltatore il Direttore Jean-Michel Glachant presentare alcune delle principali conclusioni del FSR Global Forum, evento tenutosi per la prima volta quest’anno con regolatori energetici di tutto il mondo e sostenuto dalla Enel Foundation.

I 16 studenti hanno infine avuto la possibilità di visitare alcuni impianti di generazione e distribuzione di energia del Gruppo Enel: la centrale geotermica di Larderello, la struttura di distribuzione di energia elettrica ad alta tecnologia di L’Aquila e le centrali elettriche di Civitavecchia (generazione termica), Collarmele (Vento) e Fiume Tevere (Hydro).

Le attività si sono concluse venerdì 5 luglio con un workshop presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, per presentare i principali risultati della formazione e interagire con le istituzioni italiane e i rappresentanti diplomatici delle nazioni africane coinvolte.
 

L’impegno di Enel Green Power

Enel Green Power ha messo in prima linea le sue professionalità nel processo di formazione degli studenti di Open Africa Power, in linea con la sua costante collaborazione con Enel Foundation. Nel modulo Africano Suelen Quadri (Sustainability Africa) è intervenuta con un focus su sostenibilità e shared value, con un occhio di riguardo al progetto dell’impianto fotovoltaico utility scale di MeteharaFabrizio Bonemazzi (Head of Engineering) ha parlato della sfida di Operation & Maintenance, che è cruciale vista tutta la capacità che il continente richiede; Matteo Cavadini (East Africa Business Development) ha esplicato i piano concreti di EGP nella regione.

Nel modulo italiano Enrique de las Morenas (Head of People & Organization) ha parlato a Roma della importanza del capitale umano nella transizione energetica, mentre all’evento di conclusione al MAECI era presente Giovanni Tula (Head of Innovability), che ha mostrato grande interesse per i progetti realizzati dai ragazzi di Open Africa Power.

Networking, formazione e scoperta on-site delle caratteristiche dell’innovazione nello spazio energetico: sono tutte parole chiave del progetto formativo di Open Africa Power. Enel Green Power è uno dei principali operatori di energia rinnovabile in Africa ed è costantemente impegnata nello sviluppo sostenibile del continente, che ha tra i più alti tassi di crescita al mondo e che in futuro richiederà sempre più energia. 

Un’energia che potrà essere fornita soprattutto grazie alla formazione di personale locale in grado di seguire tutte le fasi della catena del valore della costruzione di un impianto, dal progetto alla costruzione fino alla manutenzione.

Per Enel Green Power iniziative come Open Africa Power sono l’occasione per garantire opportunità occupazionali per i giovani africani e arricchire i propri team con brillanti professionisti. La prossima edizione è già in cantiere: a breve sarà annunciato il Paese che ospiterà Open Africa 2020. Il lavoro di formazione dei nuovi leader della transizione energetica a Sud del Mediterraneo non si ferma mai.

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