Un anno da record per la geotermia di EGP

Giovedi, 12 gennaio 2017

Per il quarto anno consecutivo, la produzione di energia in Italia ha raggiunto cifre stellari: 5871 GWh contro i 5820 GWh del 2015. Ne parliamo con Massimo Montemaggi.

La geotermia targata Enel Green Power continua a far registrare numeri da capogiro. Quello che si è da poco concluso è stato l'ennesimo anno di grandi successi e soddisfazioni, a cominciare dalla produzione di energia che in Italia ha nuovamente raggiunto cifre stellari: 5871 GWh contro i 5820 GWh del 2015, un traguardo storico in grado di infrangere i record dei quattro anni precedenti. "Il merito va a tutto il team geotermico di EGP (O&M, Ingegneria, CoE, Drilling) che ha lavorato con competenza, affiatamento e abnegazione", ci dice in questa intervista Massimo Montemaggi, Responsabile Geotermia di Enel Green Power. "Anche nel 2016 è riuscito infatti a migliorare le performance degli impianti (confermando una disponibilità superiore al 98,2%, impensabile fino a pochi anni fa per un processo così complesso come quello geotermico), a gestire al meglio la risorsa disponibile, contrastando il declino dei campi, a far funzionare al massimo dell'efficienza e della disponibilità anche l'impianto misto geotermia-biomassa di Cornia 2".

Insomma, un altro anno da incorniciare per la geotermia di Enel Green Power…

Quello registrato nel 2016 è un record significativo a livello mondiale, con un valore di produzione mai raggiunto prima. Parliamo di cifre che, insieme alla produzione geotermica di EGP negli Stati Uniti, ci colloca al secondo posto nel mondo. Per quanto riguarda invece la capacità e il know-how, credo proprio che siamo ormai da tempo ai vertici mondiali, anche in termini di disponibilità degli impianti. Siamo inoltre molto orgogliosi della gestione dei campi geotermici, una peculiarità che ha contribuito notevolmente a questo record di produzione di energia.

In che modo?

Quando si parla di campi geotermici, il termine esatto da usare non è "sfruttamento" ma "coltivazione" della risorsa geotermica. Questa attività avviene attraverso il raggiungimento di un importante equilibrio tra ciò che si può estrarre dai campi geotermici e ciò che la natura mette a disposizione: se la risorsa viene sfruttata troppo si avvia inevitabilmente un declino dei campi, mentre se la si utilizza troppo poco non viene ottimizzata. E' allora fondamentale trovare il giusto equilibrio tra questi aspetti.

Anche nel 2016 la geotermia toscana ha fatto scuola in tutto il mondo. Cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo anno appena iniziato?

In Toscana e in tutta la zona dell'Amiata sono già pronti diversi progetti di sviluppo, mentre da un punto di vista tecnologico ci prepariamo ad affrontare un'importante sfida di ricerca e innovazione tra maggio e giugno di questo nuovo anno.

In cosa consiste questa sfida?

In un nuovo pozzo in grado di indagare ancora più in profondità rispetto ai serbatoi attualmente in coltivazione. Andremo quindi a cercare i cosiddetti fluidi ipercritici ad altissime temperature, nel vero cuore della Terra. Si tratta di un'attività di ricerca ancora in fase di valutazione, ma potrebbe rappresentare una vera e propria svolta.

La geotermia toscana è leader anche in termini di innovazione. A luglio 2016 è stato ad esempio inaugurato l'impianto di "Cornia 2", nel comune di Castelnuovo Val di Cecina, il primo al mondo ad integrare geotermia e biomassa.

E' stato uno dei momenti principali dell'anno appena trascorso e senza dubbio ha contribuito notevolmente al raggiungimento di questo grande risultato di produzione. Ha inoltre confermato che la geotermia si coniuga perfettamente con altre tecnologie rinnovabili, come avviene anche negli Stati Uniti con gli impianti di Stillwater e Cove Fort.