Innovazione e rinnovabili: è cominciato il “secolo africano”?

Venerdì, 26 maggio 2017

“Innovazione come fattore chiave per dare energia all’Africa” è il titolo della quinta conferenza annuale di RES4MED andata in scena il 22 maggio presso l’Auditorium Enel di Roma

In Africa c’è urgente bisogno di energia rinnovabile. Le difficoltà da superare sono tante, “ma ci sono anche tante soluzioni innovative all’orizzonte”. Lo ha ribadito Antonio Cammisecra, amministratore delegato di Enel Green Power e presidente di RES4MED (Renewables Energy Solutions for Mediterranean), che il 22 maggio ha aperto la conferenza annuale dell’associazione all’Auditorium Enel di Roma (Italia). 

“Innovazione come fattore chiave per dare energia all’Africa” è il titolo della conferenza che ha coinciso con il quinto anniversario dalla nascita di RES4MED.”

Un nuovo approccio

L’evento annuale di RES4MED/RES4Africa è stato aperto da Roberto Vigotti, segretario esecutivo dell’associazione, che ha sottolineato come nel prossimo futuro sarà fondamentale passare da un approccio eurocentrico a uno rivolto alla creazione di un dialogo paritario con i partner del continente africano. “Un approccio che si è ulteriormente aperto ed esteso lo scorso anno, quando è nata RES4Africa”, ha spiegato Vigotti.

“L’ Africa ha una popolazione molto giovane, è ricca di risorse, ha tassi di crescita economica alti, ma offre ancora un accesso limitato all’energia alle popolazioni.”

Circa 600 milioni di persone in Africa sub-Sahariana vivono senza accesso alla rete elettrica, mentre le gravi e frequenti carenze energetiche minacciano lo sviluppo dell’agricoltura e lo sviluppo industriale.

Per quanto riguarda la trasmissione e la distribuzione dell’energia elettrica, la scarsa manutenzione delle reti provoca perdite di carico che sono spesso pari al doppio della media mondiale contribuendo significativamente alla inefficienza del sistema.

Il secolo africano dell’energia verde

Il settore privato e gli investitori stranieri avranno un ruolo fondamentale per sostenere nuovi investimenti, contribuendo all’incremento della competitività del sistema a sostegno della innovazione delle infrastrutture energetiche.

L’Agenzia Internazionale dell’Energia (International Energy Agency - IEA) stima che gli investimenti nel settore energetico aumenteranno sensibilmente nel prossimo futuro nell’area sub-Sahariana.

Sono previsti circa 110 miliardi di dollari di investimenti all’anno con un valore incrementale di 30 miliardi di dollari all’anno nei prossimi 10 anni ed un raddoppio incrementale pari a 60 miliardi di dollari all’anno a partire dal 2030.

“Investimenti e nuovi modelli di business possono far diventare il ventunesimo secolo il “secolo africano” dell’energia sostenibile.”

Energia per tutti, oltre gli ostacoli

L’energia rappresenta un prerequisito fondamentale per migliorare l’attività economica e la qualità della vita, ma l’Africa ha ancora bisogno di importanti infrastrutture.

Per Francesco Starace, amministratore delegato di Enel, “continuerà la crescita delle energie rinnovabili in quanto fattore di sviluppo”, ma in Africa esistono tre tipologie di ostacoli da superare: di “tipo tecnico”, vista l’assenza di interconnessioni tra i Paesi e la carenza di strutture di rete; “di tipo business", per l’azione di operatori incumbent locali che creano difficoltà di ingresso; di tipo “socio-politico” legati ai rischi in alcuni Paesi che possono rendere difficile l’attività. “Se il primo e il secondo ostacolo sono superabili, per il terzo ci vorrà più tempo. Ma in questo senso un ruolo importante potranno giocarlo le rinnovabili” ha affermato Starace.

Innovazione catalizzatore dello sviluppo

Soluzioni mini-grid e off-grid, sviluppo delle reti a livello urbano e sub-urbano, sistemi alternativi di accesso all’energia sono esempi di come le nuove tecnologie possano diventare catalizzatori di sviluppo e favorire aggregazioni fra entità pubbliche e private, con accesso a finanziamenti adeguati.

“L’ Africa sta diventando sempre di più un grande laboratorio di sperimentazione tecnologica in grado di dare un contributo fondamentale al futuro del settore.”

– Francesco Venturini, direttore della Divisione Global E-Solutions Enel

I nuovi modelli di business associati allo sviluppo delle filiere rinnovabili possono contribuire alla nascita di partnership commerciali lungo tutta la catena del valore.

Partnership di valore

L’evento di Roma è stato l’occasione anche per conoscere progetti e partnership che già documentano l’avvento di un nuovo paradigma per lo sviluppo dell’Africa.

In Kenya, ad esempio, RES4Africa ha siglato un MoU con Kenya Power Lighting Company (KPLC) per la realizzazione di Micro Grid Academy, una mini rete ibrida da 30 kW a Nairobi per scopi formativi.

Sempre in Kenya, su richiesta del Ministero dell’Energia e del Petrolio, RES4MED e CESI hanno avviato uno studio per stimare la massima capacità di rinnovabili che potrà raggiungere il Paese al 2025 e al 2030 senza pregiudicare la stabilità della rete di trasmissione e distribuzione.

In Etiopia il ministero dell’industria ha annunciato una partnership con UNIDO, UNDP, FAO e Cooperazione Italiana allo Sviluppo, per la realizzazione di nuovi parchi agro-industriali, finalizzati all’installazione di aziende private della filiera alimentare, in cui sarà cruciale il tema dell’approvvigionamento elettrico per sostenere economie di scala.

A margine della conferenza RES4Med ha siglato un memorandum d’intesa con l’Allenza per l’elettrificazione rurale (ARE) per promuovere lo sviluppo di soluzioni decentralizzate per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

“Siamo molto contenti di formalizzare e approfondire attraverso questo memorandum d’intesa la nostra collaborazione con ARE – ha detto il segretario generale di Res4Med, Roberto Vigotti – ARE gioca un ruolo di primo piano per far crescere le soluzioni energetiche off-grid, mettendo insieme il settore pubblico e quello privato per incrementare l’accesso all’energia e l’elettrificazione rurale nei mercati emergenti”.

L’importanza dell’intesa è stata sottolineata dal direttore esecutivo di ARE, Marcus Wiemann, che ha evidenziato i valori comuni condivisi dalle due associazioni.