Quale futuro per l’idroelettrico europeo?

giovedì, 1 giugno 2017

“Presente all’evento anche Enel Green Power, rappresentata dal nostro collega Andrea Casolaro, Responsabile di Safety and Water Management nell'Unità di Business Hydro Piemonte.”

Il fil rouge del workshop è stato il connubio tra salvaguardia della fauna ittica (e dell’ambiente fluviale in generale) e generazione di energia. In tale contesto ampio spazio è stato riservato all’esposizione di approcci di ricerca e di gestione del patrimonio idrico a forte carattere innovativo.

Hanno preso parte all’evento soprattutto ricercatori (università e istituti di ricerca), istituzioni (Commissione Europea e Ministeri o Istituti a livello di singolo Stato Membro dell’UE) e produttori idroelettrici (Enel unico per l’Italia), ma per la prima volta si è presentata una forte adesione delle Compagnie di Generazione di Energia.

“Particolarmente importante e fortemente apprezzata è stata la partecipazione di EGP che ha portato un punto di vista certamente diverso da quello di ricerca e istituzioni, fornendo elementi che solitamente dal Legislatore non vengono strettamente tenuti in considerazione.”

Andrea Casolaro

Uno di questi è “la presa d’atto che l’energia idroelettrica è una delle più importanti del contesto delle energie rinnovabili e contribuisce in maniera più che sostanziale al raggiungimento degli obiettivi del COP21 di Parigi, che sono obiettivi di miglioramento ambientale – aggiunge Andrea Casolaro - Lo sforzo, che poi è anche uno dei motivi per cui è stato promosso questo workshop, è contribuire ai target del COP21 non solo nel pieno e totale rispetto dell’ambiente, ma anche con stimoli di miglioramento delle condizioni ambientali dei corsi d’acqua”.

L’intervento del nostro collega ha voluto offrire una panoramica del contesto normativo italiano e di come EGP ha saputo cogliere le opportunità offerte dalla legislazione effettuando e promuovendo, di concerto con le Autorità competenti e con le ARPA, sperimentazioni sui Deflussi Minimi Vitali (DMV) in ambito alpino e appenninico.

Nella seconda parte dell’intervento, Casolaro ha illustrato un Case Study di sperimentazione DMV condotta in Piemonte, di durata triennale, in cui, in aggiunta alle attività richieste dalle Linee Guida regionali e dalla legislazione vigente, è stato effettuato uno studio di determinazione dell’habitat delle specie ittiche locali con metodo MesoHABSIM.

“La metodologia MesoHABSIM è una tecnica di modellizzazione bidimensionale del tratto di fiume interessato che peraltro è riconosciuta come pratica estremamente valida a livello europeo ed è emersa anche in altre presentazioni nel workshop.”

L’ultimo giorno è stato dedicato alla visita dell’impianto di pompaggio sul canale di Alberta, un canale artificiale che congiunge due dei principali fiumi del nord Europa consentendo una importante fetta del trasporto merci via nave dai grandi porti dell’Atlantico verso l’entroterra.