Un cantiere grande come il mondo

mercoledì, 8 febbraio 2017

“Ogni giorno oltre 1100 persone, provenienti da Paesi ed esperienze professionali diverse, hanno popolato i siti degli impianti in costruzione in 14 Paesi di 5 continenti.”

La nuova capacità costruita lo scorso anno rappresenta un record: abbiamo più che raddoppiato l’obiettivo raggiunto nel 2015. Ogni singolo componente del team di Ingegneria e Costruzioni (I&C) è stato come l’ultimo terminale operativo di uno sforzo collettivo di tutta Enel Green Power.

Incrociando il dato della nuova capacità costruita e il numero dei componenti del team globale di I&C è come se ognuno di loro avesse portato in dote nel 2017 quasi 2 MW di energia pulita a testa. È un calcolo ideale e sommario, ma aiuta a dare l’idea dello sforzo profuso lungo tutti i 366 giorni del vecchio anno che continua quotidianamente anche oggi.

Quando il cantiere diventa una sfida

Quando si parla di cantieri e costruzione di impianti solari, eolici, idroelettrici o geotermici è facile immaginare la distesa di mezzi e gru in movimento, i chilometri di cavi elettrici da posare, i pannelli fotovoltaici o le pale eoliche in attesa di essere installate. Più difficile comprendere il lavoro quotidiano, le condizioni in cui il brulicare di uomini e macchine si svolge: tutt’altro che una routine.

“Per costruire un impianto rinnovabile possono servire anche creme per la protezione solare a fattore 50, tende a igloo anti gelo o stivaloni a tutta coscia, simili a quelli per pescare in mezzo ai fiumi.”

Chi di noi sta lavorando alla costruzione della centrale geotermica di Cerro Pabellón nel deserto di Atacama in Cile, la prima di tutta l’America Latina, è esposto a radiazioni solari tra le più elevate del Pianeta, ha imparato a fare i conti con l’aria rarefatta e povera di ossigeno che si respira a oltre 4000 metri di altezza e a convivere con raffiche di vento in grado di sollevare da terra una persona.

Nel sito di Waseca, uno dei 16 cantieri aperti per la costruzione del campo solare di Aurora, il nostro più grande impianto fotovoltaico negli Usa, tecnici e operai hanno dovuto fare i conti anche con piogge torrenziali in grado di scaricare a terra in 24 ore oltre 2milioni di litri di acqua - un record mai registrato negli ultimi 1000 anni di storia del Minnesota -  e con temperature a -30° rese ancora più rigide dal vento e da nevicate continue.

Il segreto nascosto nei numeri

Quando un nuovo impianto viene completato il comunicato stampa che annuncia la chiusura del cantiere e il raggiungimento del traguardo riporta l’investimento fatto, la capacità installata, l’energia pulita che è in grado di produrre, le emissioni di CO2 che permette di evitare, il numero di famiglie a cui ha fornito elettricità. Numeri importanti che dicono molto, ma non dicono tutto.

“Ogni singolo impianto, dal più piccolo al più grande, in qualunque località della Terra venga realizzato, è innanzitutto una storia quotidiana di persone, di lavoro e sfide vinte.”

Per rispettare le tabella di marcia, garantire la sicurezza nel cantiere o il contenimento dei costi di costruzione servono processi efficaci, piani operativi ben studiati e strumentazioni efficiente e di avanguardia. Ma bisogna anche saper convivere con condizioni climatiche estreme, fare i conti con quotidiani imprevisti dell’ultima ora e lavorare in team come pochi altri al mondo fanno.

Alla base di tutti i progetti e di ogni record, anche quello che abbiamo raggiunto nel 2016, c’è sempre lo stesso fattore: oltre 1100 persone, il lavoro, la passione, ogni giorno.