La diga amica delle anguille

mercoledì, 22 marzo 2017

“Il lago artificiale è in grado di contenere 240 milioni di metri cubi di acqua: un serbatoio essenziale sia per dare energia elettrica alla regione settentrionale della Sardegna sia per permettere l’irrigazione di campi e coltivazioni della zona.”

I tre generatori ad asse orizzontale che hanno funzionato sino al 1991 hanno permesso di illuminare case ed edifici in piena efficienza. Dopo oltre sessanta anni di onorato servizio hanno lasciato il posto a un'unica turbina Francis ad asse verticale che ha confermato lo stesso livello di performance: ha lavorato per due decenni con una media di 4mila ore all’anno, senza richiedere alcuna manutenzione straordinaria.

Grazie alla revisione complessiva dell’impianto, operata nel 2016 dall’Unità Business Hydro Sardegna di Enel e il supporto delle unità di filiera Operation and Maintenance Hydro, il gruppo idroelettrico del Coghinas presso la diga di Muzzone potrà ora restare in servizio per almeno altri 20 anni.

Biodiversità al primo posto

La centrale è in grado di produrre 70mila Megawatt all’anno per un bacino di 25mila famiglie, con un tasso d’abbattimento delle emissioni di anidride carbonica di circa 45mila chilogrammi.

L’attenzione ambientale è un tratto distintivo del nostro impianto. I 1.740 chilometri quadrati del suo bacino idrografico hanno un valore strategico anche in termini agricoli e turistici: ogni anno la diga, alta 58 metri e con una lunghezza del coronamento di 158 metri, mette a disposizione 80/90 milioni di metri cubi d’acqua, tutelando nel contempo la fauna ittica.

“Nel 2015 l’impianto di Coghinas ha inaugurato un sistema di scale di risalita per facilitare la riproduzione delle anguille, permettendo ai pesci di spostarsi in continuità fra il lago artificiale e il letto dei fiume.”

Il progetto per la tutela della biodiversità coinvolge l’impianto di Coghinas e quello più a valle di Casteldoria contribuendo alla valorizzazione dell’intero fiume sul quale sorgono le due centrali idroelettriche.

Finanziato e redatto dalla Provincia di Olbia-Tempio, il progetto ci ha visto collaborare con i Comuni della zona con l’obiettivo comune di dare continuità all’impegno condiviso di tutelare l’ambiente di questo angolo suggestivo e carico di storia della Sardegna.