Un teatro per tutti nel cuore della centrale

martedì, 14 marzo 2017

“La centrale idroelettrica del Mallero di Enel Green Power oggi ospita un teatro con oltre cento posti, una sala prove e altre aree dedicate a laboratori e attività culturali.”

Non solo compagnie teatrali ma anche artisti, cantanti, cori e musicisti hanno fatto richiesta per poter usufruire del teatro e delle altre aree dell’impianto, confermando un rinnovato sviluppo artistico che nel tempo sembrava essersi sopito.

“Gli spazi del teatro hanno attirato persone provenienti da tutti i comuni delle valli vicine e non. Alcuni sono arrivati addirittura da Chiavenna, piccolo centro situato nell’omonima valle a circa 70 chilometri da Sondrio, mentre altri erano residenti di Tirano, a quasi 40 chilometri dall’impianto” racconta Maurizio Natali, tecnico di Enel Green Power presso la centrale di Mallero, tra i promotori dell’iniziativa e membro dell’associazione Abriga.

L’arte torna ad essere di tutti

Il progetto di Spazio Centrale e la nuova vita della centrale di Mallero sono un esempio di come sviluppiamo il modello di Creating Shared Value (CSV), in un costante impegno per sostenere la crescita delle comunità che vivono nei luoghi in cui Enel Green Power opera.

Le comunità della Valmalenco e di tutta la Valtellina hanno trovato negli spazi della nostra centrale un luogo nuovo e accessibile per fare arte e diffondere cultura.

“L’iniziativa legata alla realizzazione del teatro presso la centrale di Mallero I, che si colloca all’interno del contesto più ampio dei lavori di refurbishment che hanno interessato l’insediamento produttivo sia in termini tecnologici che di recupero architettonico dell’edificio di centrale, rappresentano un passo fondamentale nel consolidamento della nostra presenza in provincia di Sondrio – commenta Corrado Coletta, responsabile UT Lazio, Abruzzo e Lombardia di Enel Green Power - L’apertura al pubblico ed alle associazioni locali, che fino ad oggi non avevano accesso ai circuiti onerosi convenzionali, del teatro, perfettamente integrato nel nostro processo produttivo, sotto il patrocinio della Comunità Montana, ribadisce il nostro ruolo di player sostenibile nel proscenio della produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile”.

“Le persone del luogo hanno riscoperto un patrimonio architettonico da vivere e valorizzare. Aprendo le porte delle nostre centrali scoprono che non produciamo solamente energia elettrica, ma che siamo anche molto di più”

– Maurizio Natali

L’attività del teatro è stata inaugurata nel novembre 2016 con la messa in scena di “Le donne e la guerra - Testimonianze della prima guerra mondiale”, testo di un autore locale che ha curato anche la regia.

“A breve ospiteremo un’iniziativa della compagnia teatrale Gente Assurda che quest’anno compie i 25 anni di attività. Chiunque potrà presentare una sceneggiatura e la compagnia realizzerà le più interessanti”, spiega Natali.

L’impianto e il progetto hanno richiamato sa subito l’attenzione di un numero crescente di persone: sono già in calendario molti spettacoli e iniziative e le richieste per partecipare a Spazio Centrale continuano ad arrivare.

Il teatro è solo l’inizio

“Pochi giorni fa, mentre stavamo provando alcune scene, un gruppo di tre persone è entrato chiedendo di poter visitare il teatro. Solo dopo qualche minuto mi sono accorto che tra di loro c’era anche Ferdinando Bruni, un grande personaggio del teatro italiano che insieme a Gabriele Salvatores ha fondato il Teatro dell’Elfo. Gli abbiamo illustrato il progetto e ne è stato entusiasta, ci ha fatto i complimenti e si è informato sulla disponibilità degli spazi. È stata una grande emozione” racconta ancora Natali.

“Il teatro e gli spettacoli sono solo l’inizio. All’interno della centrale ci sono ancora spazi liberi e le idee per come utilizzarli non mancano di certo.”

– Maurizio Natali

Esistono già alcune ipotesi per dare ancora più forza al progetto e alla nuova vita “culturale” della centrale. Sono già allo studio un museo sulla produzione di energia elettrica, un percorso interattivo che illustri la storia dell’impianto e la sua attività. L’esposizione si rivolgerebbe soprattutto ai più giovani per far scoprire loro in modo coinvolgente e creativo come nasce l’energia rinnovabile.