Cerro Pabellón: la squadra che ha vinto il deserto

Venerdì, 7 aprile 2017

“Le macchine sono progettate apposta per resistere a una situazione che non ha pari nel resto del mondo - le agenzie spaziali testano in questo angolo di Cile i loro veicoli destinati ad esplorare Marte.”

Gli uomini invece devono prendersi il tempo per scoprire i segreti della convivenza con un contesto capace di diventare ostile in molte occasioni e all’improvviso.

Nessuna delle oltre 1000 persone che lavora al progetto geotermico di Cerro Pabellón ha potuto sottrarsi a questo confronto con la natura dal quale l’uomo può uscire vincitore solo ascoltando, conoscendo e rispettando l’ambiente che lo circonda.

Una famiglia al lavoro

“Può sembrare banale, ma il team di Cerro Pabellón è davvero come una famiglia. Ogni tanto possono accendersi discussioni, ma ognuno di noi è consapevole dell’importanza di ogni collega. Abbiamo lavorato giorno e notte per trasformare in realtà un sogno comune. E ce l’abbiamo fatta” dice Villani.

“Il primo impianto geotermico dell’America latina è il risultato di un mix perfetto tra visione, innovazione e tecnologia. Ma senza le persone che ogni giorno hanno lavorato a Cerro Pabellón non sarebbe diventato possibile.”

“Devo ringraziare nella mia squadra Giuseppe Esposto, il più giovane commissiniong manager di Enel Green Power mondo, 28 anni ma con un enorme bagaglio di esperienza pregressa alle spalle, ed il grandissimo senior commissioning manager Gianluca Mancini. Senza l’enorme apporto dato al progetto il commissioning di Cerro Pabellón non avrebbe conseguito i risultati ottenuti”.

Il progetto di Cerro Pabellón ha inoltre il suo lato femminile. Come in sempre più ambiti all’interno di Enel Green Power, anche il team all’opera nel deserto di Atacama può contare su Marianna Zeppieri, project engineer, unica donna impegnata nel progetto geotermico cileno.

Dopo mesi di lavoro fianco a fianco, Simone Villani non ha dubbi: “Il contributo di Marianna è stato fondamentale e ha portato un grande valore aggiunto. Si è dimostrata un elemento determinante ed è stata anche in grado di sopportarci per tutto questo tempo!”.