Descramble: la geotermia diventa 2.0

Giovedì, 15 giugno 2017

“Descramble punta a raggiungere tra i 3 e 3,5 km di profondità sotto la superficie terrestre, un orizzonte individuato con la sismica a riflessione, denominato K.”

A queste profondità le condizioni ambientali estreme portano l’acqua a raggiungere quello che è chiamato uno stato “supercritico” ovvero una condizione fisica in cui si riscontrano allo stesso tempo alcune proprietà tipiche dello stato liquido ed altre tipiche dello stato gassoso. Tali condizioni, assolutamente particolari, decuplicano il potenziale energetico dell’acqua.

Geotermia 3.0 nel segno dell’efficienza

L’obiettivo principale di Descramble è sviluppare le tecnologie per trivellare ed estrarre questa “acqua supercritica” che permetterebbe agli impianti geotermici di ridurre il numero di pozzi necessari per unità di produzione elettrica, con un conseguente risparmio sui costi e il rafforzamento della competitività del settore.

I tre anni di progetto sono dedicati ad una successione di attività: il primo anno si sta occupando delle fasi di preparazione generale, con attività di raccolta ed organizzazione di dati e informazioni, simulazioni numeriche e acquisizione di nuovi dati sismici, sviluppo di strumenti e materiali per la perforazione; il secondo anno vedrà la perforazione e il test principale, lasciando al terzo anno le attività di validazione dei modelli predittivi e lo sviluppo di analisi economiche e tecnico-scientifiche.

“Descramble ha un costo stimato di 15,6 milioni di euro, con un contributo finanziario di Horizon2020 pari a 6,7 milioni euro.”

Grazie alla partecipazione di partner in comune si coordina con altri progetti europei attualmente in sviluppo: IMAGE per lo sviluppo di tecniche integrate di esplorazione geotermica, DEEPEGS e GEOWELL, finalizzati alla perforazione sia di sistemi EGS profondi che di continuazione del progetto islandese per la ricerca di risorse ad altissima temperatura, mediante nuove tecnologie di perforazione geotermica.