Il Sudafrica delle meraviglie: superati i 500 MW!

Lunedì, 5 giugno 2017

“Con la recente entrata in esercizio di Gibson Bay, parco eolico da 111 MW a Kouga, nella provincia di Eastern Cape, abbiamo superato la soglia dei 500 MW e chiuso un percorso che ci vede protagonisti in Sudafrica da ben sei anni.”

– Umberto Magrini, Head of Engineering & Construction

Dietro le quinte del successo

Il lavoro di EGP in Sudafrica è iniziato ancor prima che ci aggiudicassimo la gara per realizzare i primi impianti nel Paese. Le potenzialità del territorio erano ancora incerte e al tempo nessuno aveva neanche mai immaginato di poter realizzare in questo angolo di mondo dei parchi solari ed eolici tanto grandi.

È stata necessaria una capillare attività di scouting per avviare i primi contatti con i partner e comprendere in che modo la nostra esperienza avrebbe potuto permetterci di fare grandi cose anche in questa parte della Terra.

Per poter immediatamente attivare i team che seguissero i progetti abbiamo attinto fin da subito da persone provenienti da vari Paesi del mondo come Italia, Grecia, Romania e Spagna per poi affiancarli a nuovi colleghi sudafricani. Oggi questo gruppo affiatato rappresenta un centro di competenza fondamentale per sviluppare progetti in tutta l’Africa, tanto che la sua esperienza è stata velocemente esportata in diverse aree del continente.

“In Paesi come Zambia, Namibia ed Etiopia è attualmente al lavoro il team sudafricano che rappresenta uno dei fiori all’occhiello dell’intera divisione Engineering & Construction di Enel Green Power.”

Al lavoro nella Design Room

La fase di ingegneria concettuale è cruciale nel momento precedente alla gara. In Sudafrica abbiamo realizzato approfonditi studi di fattibilità per ottenere un vantaggio competitivo che si è poi dimostrato fondamentale nel terzo round del programma governativo sudafricano di incentivazione delle fonti rinnovabili (REIPPP). A seguito di questa prima fase, abbiamo istituito un tavolo tecnico interno composto da esperti del Project Management, Construction ed Engineering, colleghi di O&M e di altre discipline specialistiche, insieme a fornitori selezionati con i quali abbiamo ottimizzato il processo di progettazione basica e fornito input per la progettazione esecutiva.

“E’ la cosiddetta Design Room, realizzata per uniformare la progettazione e condividere le best practices di ogni funzione.”

Formazione a 360 gradi

Migliaia di persone hanno partecipato alla realizzazione e all’entrata in esercizio degli impianti di Enel Green Power presenti sul territorio sudafricano. I parchi solari ed eolici si trovano in aree rurali dove non è mai stata presente alcuna competenza industriale pregressa, quindi abbiamo pensato di realizzare classi e video tutorial ad hoc per spiegare alla manodopera locale come prefabbricare e installare i moduli fotovoltaici e altre strutture in modo efficiente e in totale sicurezza. Può sembrare banale, ma questa attività si è rivelata fondamentale per superare le barriere linguistiche in una nazione in cui l’inglese è solo la quinta lingua parlata.

“L’attività di formazione, svolta in tutti i nostri impianti sparsi sul territorio sudafricano e sempre in aree non industrializzate, ha permesso di avviare un produttivo dialogo con le comunità locali e di poter essere operativi nel Paese in meno di 3 mesi.”

– Fabrizio Fiorani, Head of Construction in Engineering and Construction

Chi fa da sé fa per tre

Negli ultimi sei anni, circa 2.3 milioni di pannelli fotovoltaici sono partiti dalla nostra fabbrica siciliana di 3SUN per raggiungere ogni area del Sudafrica, mentre l’ingente quantità di materiale ha reso necessaria la movimentazione di oltre 5.000 mezzi. L’intero processo di logistica è stato gestito da Enel Green Power in tutti i suoi aspetti, dalla supervisione della costruzione, al trasporto, dallo sdoganamento allo scarico finale nel sito.

“Il controllo della logistica offre vantaggi importanti, come la certezza della tracciabilità del materiale, la gestione di ogni tema di sdoganamento e l’ingresso in una filiera che solitamente viene gestita interamente dal fornitore.”

– Luca Rossini, Head of Project Management

Nei soli cantieri sudafricani sono state impiegate circa 3000 persone, una cifra che può essere facilmente raddoppiata o triplicata se si pensa all’indotto generato nel corso degli anni che ha portato addirittura all’apertura di tre fabbriche per la costruzione di torri eoliche e cabine per gli inverter destinate ai nostri impianti. Abbiamo confermato ancora una volta che l’approccio sostenibile è quello vincente: rispetto delle comunità locali e benefici di lungo periodo in grado di rilanciare l’economia di un Paese intero.

Sostenibilità al primo posto

Coniugare il business con i bisogni del territorio in cui operiamo è da sempre una nostra prerogativa. Ogni nostra attività è guidata dalla volontà di creazione di valore condiviso (il cosiddetto modello di Creating Shared Value - CSV) con l'obiettivo di far viaggiare parallelamente opportunità di crescita e benessere ambientale, sociale ed economico.

Dall’esperienza sudafricana è nata l’idea del “Cantiere Sostenibile”, un nuovo modello di immaginare il sito di costruzione che punta a ridurre considerevolmente gli impatti ambientali e sociali attraverso un principio di economia circolare che genera un guadagno sociale ed economico nel territorio.

“Con i pallet di legno utilizzati per il trasporto merci abbiamo realizzato mobili donati alle comunità locali. Collaboriamo con le ONG locali per combattere l’HIV e per dare da mangiare alle popolazioni più povere.”

Mai più incidenti sul lavoro

Il grande lavoro di squadra visto finora in Sudafrica ci ha permesso di raggiungere in anticipo la messa in esercizio (Commercial Operation Date - COD) di tutti e 6 i progetti aggiudicati nel 2014, con oltre 4 milioni di ore lavorate senza infortuni.

Le best practices sudafricane verranno esportate in tutti i nostri siti di costruzione per il raggiungimento dell’obiettivo “Zero Infortuni”, una delle maggiori priorità per Enel Green Power e tutto il Gruppo. EGP continuerà ad incentivare la segnalazione dei cosiddetti Near Miss e a condividere una cultura della sicurezza che coinvolgerà anche le imprese ed i partner che lavorano nei cantieri.