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Tecnologia e innovazione, così EGP sfreccia nella Formula E

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Tecnologia e innovazione, così EGP sfreccia nella Formula E

Enel è Official Power Partner del campionato mondiale delle monoposto elettriche. Nella stagione 2016-2017 alimentiamo con energie rinnovabili i veicoli e gli spazi del circuito per trasformare gli ePrix in eventi totalmente CO2 neutral. Intervista doppia a Lorenzo Rambaldi, Innovation business opportunity manager, e Luigi Lanuzza, head of Storage innovation.

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Auto potenti, in grado di passare da 0 a 100 Km di velocità in 3 secondi e di superare i 225 Km orari. Hanno nulla da invidiare ai bolidi della Formula 1 in pista nel GP del Bahrain per il nuovo capitolo della sfida tra Vettel e Hamilton, tra Ferrari e Mercedes.

Sono le monoposto della Formula E, campionato mondiale FIA per auto da corsa alimentate esclusivamente con elettricità, del quale Enel è Official Power Partner.

Rispetto alle sorelle maggiori che, dopo le gare di Melbourne e Shangai, oggi corrono sul circuito nel deserto di Sakhir, le auto della Formula E possono vantare due caratteristiche uniche: sono sostenibili al 100% e non usano carburante, ma energia elettrica rinnovabile.

Lorenzo Rambaldi, Innovation business opportunity manager, e Luigi Lanuzza, head of Storage innovation, sono membri del team di Enel Green Power al lavoro con Formula E per rendere sempre di più CO2 neutral ogni singolo evento del circus, grazie alle proprie migliori soluzioni tecnologiche di Enel in fatto di generazione di energia rinnovabile, smart metering, energy management, storage e infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici.

 

Come nasce la collaborazione con Formula E?

L: Circa un anno fa Enel ha annunciato il suo ingresso nel mondo della FIA Formula E, diventandone Official Power Partner. L’anima di questa competizione è chiaramente orientata all’energia rinnovabile e alla sostenibilità, quindi il coinvolgimento di Enel Green Power si spiega facilmente. Partecipando alla Formula E vogliamo promuovere la mobilità sostenibile, ma anche sperimentare e promuovere nuove opportunità commerciali che si preannunciano molto interessanti.

 

In che modo EGP partecipa all’organizzazione dei singoli ePrix?

R: La Formula E può essere definita come un vero e proprio “villaggio itinerante” che viene allestito ogni volta in pochissimo tempo. Nelle singole tappe coinvolte, gli organizzatori realizzano una piccola città nell’arco di ore o al massimo di qualche giorno, quindi noi dobbiamo predisporre tutte le infrastrutture energetiche necessarie in un lasso di tempo altrettanto limitato. È qui che entrano in gioco le nostre microgrid, anch’esse itineranti.

 

Quali strumenti abbiamo messo in campo?

R: Forniamo equipment e servizi, ma ci occupiamo anche della gestione energetica globale della microrete. La Formula E ha coinvolto EGP per rendere CO2 neutral ogni evento del circus. Attualmente, attraverso 5 kW di fotovoltaico e un sistema di accumulo da 12 kWh riusciamo a rendere interamente autonomo, e alimentato esclusivamente da rinnovabili, una parte del villaggio, ovvero la gaming area che ospita simulatori di gara incredibilmente realistici. Ma il progetto ha preso il via da poco e questo rappresenta solo in piccolo ciò che faremo in grande più avanti a New York.

 

Parliamo del 15 luglio quando avrà luogo l’ePrix di Brooklyn…

L: Esatto. Nel secondo step del progetto abbiamo sviluppato un sistema insieme a Demand Energy Network [la società Usa specializzata in soluzioni software e energy storage system acquisita a gennaio da EGP ndr] per l’utilizzo del sistema intelligente di accumulo dell’energia a supporto dell’infrastruttura di ricarica dei veicoli da gara. Un grande passo avanti che porterà ad ulteriori sviluppi futuri.

 

Ad oggi come avviene la ricarica dei veicoli elettrici di Formula E?

R: Attraverso dei generatori innovativi alimentati a glicerina forniti dalla società britannica Aquafuel. Si tratta in sostanza di un processo di combustione di glicerina in generatori simili ai diesel convenzionali che permette la generazione di energia rinnovabile con un biocombustibile e quindi ad emissioni globalmente nulle, ma con alcune criticità. Rispetto a un normale diesel, infatti, il processo di combustione della glicerina è decisamente meno dinamico, quindi poco si sposa con i ritmi serrati di ogni fase della Formula E. Inoltre questi generatori sono costretti a lavorare a punto fisso alla loro massima potenza, in parallelo ad alcuni sistemi di regolazione che hanno il compito di bilanciare la microrete.

 

Come funzionano le nostre microgrid?

L: Vengono alimentate dai generatori a glicerina di Aquafuel Research Ltd, società di ricerca britannica fornitrice di Formula E, e dalla rete di distribuzione locale (quando disponibile), ma sono supportate dal sistema di accumulo che conserva energia quando ce ne è troppa e ne rilascia quando serve. In questo modo si riduce ogni spreco di energia rinnovabile e si permette ai generatori Aquafuel di lavorare con la massima efficienza.

 

Quali sono gli sviluppi futuri della collaborazione con Formula E?

R: Le novità in programma sono destinate a cambiare radicalmente l’attuale impostazione della Formula E. Al momento, ogni gara prevede un pit-stop obbligatorio in cui ogni pilota è costretto a ripartire su una seconda vettura con batteria carica. Dalla quinta stagione questo non accadrà più, perché ci saranno nuove batterie più potenti che permetteranno di svolgere un intero ePrix con una sola monoposto. Ovviamente sarà necessario un sistema di ricarica differente e più performante per tutti i veicoli che, secondo le regole della FIA, devono essere ricaricati contemporaneamente.

 

Come riusciremo a fornire così tanta energia in così poco tempo?

L: Insieme a Formula E abbiamo immaginato una soluzione innovativa. L’Aquafuel verrà utilizzata per ricaricare in precedenza lo storage, che a sua volta, in parallelo al generatore stesso, servirà a dare energia ai veicoli da gara. In questo modo eviteremo l’utilizzo del diesel e garantiremo l’ottimizzazione del generatore Aquafuel, generando importanti risparmi di gestione.

 

Cosa significa per EGP affrontare una sfida tanto impegnativa?

R: La Formula E rappresenta un banco di prova tecnologico senza precedenti, in cui EGP è in grado di fornire un servizio affidabile e preciso in tempi brevissimi. Questo ci permette di mettere a punto soluzioni che potranno essere destinate non solo alle gare automobilistiche, ma anche a tantissimi altri contesti.

 

Ad esempio?

L: Pensiamo ad applicazioni per il settore Commercial and Industrial, ai sistemi di generazione in microrete per siti remoti con infrastrutture di distribuzione limitate o assenti, ma anche a situazioni di emergenza e ad ogni contesto in cui è necessario portare energia in modo rapido e tempestivo. Siamo in grado di arrivare anche in quei luoghi dove un gruppo diesel sarebbe solamente d’intralcio, rumoroso ed inquinante.

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