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Più verde dell’Amazzonia

5 min.

Più verde dell’Amazzonia

Abbiamo costruito il sistema idroelettrico di Apiacás nella giungla amazzonica. Siamo nella municipalità di Alta Floresta, nel Mato Grosso. Una zona con altissima biodiversità che ospita circa la metà delle specie animali e vegetali della Terra. Un patrimonio inestimabile che Enel Green Power tutela ogni giorno.

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L’energia è arrivata, intensa come le acque della cascata di Salto Apiacás. L’impianto di Enel Green Power è un articolato sistema idroelettrico che si snoda lungo le rive del Rio dos Apiacás, con tre centrali idroelettriche costruite ascoltando le esigenze della popolazione locale, nell’ottica di trasformare attività normali in azioni sostenibili. Basti pensare che il cantiere è stato alimentato da un impianto fotovoltaico non collegato alla rete, che ha dato energia a macchinari e uffici per tutta la durata dei lavori e oggi continua a funzionare.

Più green delle foreste pluviali che custodiscono il parco idroelettrico di Apiacás c’è solo il metodo. È l’approccio che abbiamo adottato per preservare ed esaltare la varietà e il fascino di un’area del “polmone verde” più grande del mondo.

 

O lo fai bene, o non farlo proprio”

Prendiamo in prestito una frase dell’indimenticato Ayrton Senna: “O lo fai bene, o non farlo proprio”. Un’idea che ci ha guidati durante i lavori per portare energia pulita al Mato Grosso e contemporaneamente proteggere gli habitat naturali. Perché luoghi come Apiacás chiedono il massimo rispetto.

 

"Ogni giorno abbiamo incontrato e dialogato con la popolazione locale per valorizzarne le esigenze, comprendere le necessità del territorio e i miglioramenti da apportare."


Ancor prima di avviare i cantieri, abbiamo visitato comunità e villaggi della regione per aprire un dialogo con gli abitanti di questo angolo di Amazzonia, perché ciascuna decisione deve creare valore per tutti.

In 26 mesi a stretto contatto con la popolazione locale noi abbiamo imparato tanto. E abbiamo provato a ricambiare il favore. Con il coinvolgimento delle comunità del posto e la condivisione delle idee, abbiamo dato vita a un modello di progettazione partecipata.

Il nostro dialogo si è trasformato anche in un corso di formazione a tutti gli effetti, da cui sono stati estrapolati materiali educativi per aumentare le informazioni sul progetto, su piante e animali del luogo, su come proteggere l’ambiente.

Nella costruzione delle tre centrali ad acqua fluente abbiamo impiegato misure e tecnologie che hanno ridotto l’impatto ambientale e messo in atto iniziative di sviluppo per la comunità locale: progetti di tutela della biodiversità, programmi di riforestazione, iniziative infrastrutturali, campagne di sensibilizzazione, corsi di formazione.

 

Diamo i numeri

Le cifre ci aiutano a raccontare come veterinari e biologi si siano preoccupati di preservare flora e fauna. Hanno tutelato e preso in carico più di 1000 esemplari di 141 specie animali. Prima dell’inizio di ciascun cantiere, hanno monitorato le aree per garantire la sicurezza degli animali e delle persone.

 

"Abbiamo realizzato un piccolo ospedale veterinario per accogliere gli animali che arrivavano nel cantiere e un’area di ristoro in cui alloggiarli prima di accompagnarli di nuovo nella foresta."
 

Qualcosa di molto simile è accaduto con il fiume: i biologi hanno recuperato i pesci - più di 100.000 esemplari di 102 specie - per ricollocarli in un posto sicuro. E ci sono stati casi in cui, viste le dimensioni, non è bastata una persona per trasportarne uno.

Il monitoraggio e lo studio della fauna locale ci hanno permesso di individuare e catalogare: 334 specie di uccelli, 87 specie di rettili e anfibi, 76 specie di mammiferi, 64 specie di pesci. Per non parlare della flora locale: sono stati ricollocati al sicuro più di 63.000 esemplari di piante epifite. Più conosciute come piante aeree, sono quelle che vivono su altre piante - come muschio e felce - tipiche delle foreste tropicali e subtropicali.

 

Atenção! C’è la volpe dei boschi

Abita le foreste e le praterie del Sudamerica, ha il manto grigio-bruno e vive molto di notte. E soprattutto può attraversare all’improvviso le strade del parco di Apiacás.

 

"Il cachorro do mato, o volpe dei boschi, è uno degli animali che spesso viene coinvolto in incidenti con le auto che percorrono le rosse strade del Mato Grosso."

 

Tutto il sito di Apiacás è stato dotato di specifica segnaletica per i guidatori. Il progetto adotta una velocità controllata ed educa alla guida sicura tutti i lavoratori che sono stati sensibilizzati alla salvaguardia della fauna locale e collaborano nel ricollocare gli animali in posti sicuri, lontani dai veicoli. Il coinvolgimento del team è la chiave per raggiungere il successo.

 

Il futuro è roseo, anzi… verde!

Per guardare a ciò che sarà domani, partiamo dall’ultimo bilancio. Se consideriamo solo il 2016, il complesso di Apiacás ha riutilizzato circa 14 tonnellate di legno usato in costruzione; 50 tipi di metalli e altri scarti di lavorazione provenienti dai cantieri sono stati riciclati; 21 tonnellate di petrolio sono oggi in fase di recupero.

Più di 1000 semi di 95 specie di piante differenti sono stati preservati e donati a un vivaio in cui crescono e si preparano per la riforestazione. Enel Green Power sta contribuendo al processo di efficientamento locale nella produzione di sementi.

 

"La tutela della flora di Apiacás ha dato un importante contributo alla ricerca in Brasile: più di 500 specie sono state identificate e inserite nella collezione scientifica universitaria a disposizione dei ricercatori."

 

Il lavoro continua: stiamo implementando il monitoraggio della fauna attraverso un sistema di telecamere per individuare i grandi mammiferi della foreste. Ci sono specie in via di estinzione o a rischio, altre in decrescita. Osservandole potremo aiutarle.

È impossibile rimanere gli stessi dopo essere stati qui. Siamo arrivati nel Mato Grosso consapevoli di doverci impegnare al meglio per preservare l’ambiente. Ma è stato solo l’inizio. Il futuro della foresta e la protezione delle sue specie continua a dipendere molto anche da noi.

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