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Rinnovabili: nuove tecnologie per antiche forme di energia

5 min.

Rinnovabili: nuove tecnologie per antiche forme di energia

Le fonti di energia rinnovabili rappresentano il futuro della produzione elettrica e dello sviluppo sostenibile. Pochi sanno che la storia di queste tecnologie si lega alle missioni spaziali, a sperimentazioni dei primi dell’Ottocento e a una lunga serie di innovazioni che continuano ancora oggi.

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Quarantanove Paesi hanno dichiarato di volersi alimentare al 100% da fonti di energia rinnovabili entro il 2050. Per un gruppo di ricercatori delle università di Stanford, Berkeley, Berlino e Aarhus sarebbero addirittura 139 le nazioni che potrebbero aspirare a questo risultato entro la stessa data. Le rinnovabili come unica fonte di energia? Utopia, speranza, soluzione obbligata, obiettivo possibile?

I fatti sono più chiari di sogni o ambizioni. L’idroelettrico è una garanzia energetica di tanti Paesi. Le tecnologie di solare ed eolico continuano a crescere per investimenti, efficienza, competitività e nuova capacità installata. La geotermia si espande tra nuovi mercati ed economie mature.

Tutte le rinnovabili sono forme di energia molto concreta che oltre a un futuro roseo da scoprire possono contare su storie, talvolta secolari, che è interessante conoscere.

 

Quando la NASA scoprì il solare

Quando parliamo delle forme di energia pulita definendole come “nuove” o alternative alle fossili, dimentichiamo che hanno radici profonde e vengono da lunghi percorsi di innovazione e sviluppo tecnologico pluridecennali.

Il solare fotovoltaico nasce a metà del ‘900 insieme ai primi programmi spaziali. Bisognava evitare che le attrezzature a bordo dei satelliti smettessero di funzionare per l’esaurimento dell’energia. La NASA sperimentò a bordo del Vanguard 1 la batteria solare Bell, realizzata nel 1954 da Daryl Chapin e Calvin Fuller.  E fu un successo: le celle funzionarono per anni.

Il primo impianto solare a concentrazione del mondo risale al 1981 ed è “made in Enel”. Ad Adrano siamo stati pionieri delle rinnovabili con la realizzazione del progetto Eurelios che vanta anche il record di primo impianto al mondo a immettere in rete energia elettrica prodotta del sole.

 

Oltre un secolo di geotermia

Il primo uso industriale dei vapori geotermici si deve a Francois de Lardarel: giovane ufficiale francese giunto in Toscana a seguito delle armate napoleoniche, sperimentò la tecnica antenata della geotermia nel 1818 che i suoi eredi usarono per costruire la prima centrale al mondo nel 1913.

 

"Dall’intuizione di de Larderel sono nati i nostri 35 impianti in esercizio in Toscana che producono quasi 6TWh l’anno e soddisfano più del 30% del fabbisogno elettrico regionale."

 

L’evoluzione tecnologica e l’innovazione di quell’idea di inizio Ottocento è la prima pagina di un racconto che oggi arriva in Cile, Indonesia, Germania e Stati Uniti dove EGP sta mettendo in campo la sua esperienza nel settore geotermico.

 

Eolico: dalla Persia ai cottage scozzesi

I mulini a vento, predecessori degli attuali aerogeneratori, esistevano già in Persia circa 5000 anni fa, ma la prima turbina eolica risale al 1887 e venne realizzata dallo scozzese James Blyth, ingegnere elettrico e accademico che ne inventò una per alimentare le luci nel suo cottage estivo di Marykirk, trasformandolo nella prima abitazione al mondo a essere alimentata da energie rinnovabili.

La storia dell’energia del vento si è intrecciata poi con gli studi di aeronautica ed arrivata sino a noi con le caratteristiche tre pale, diventate ormai abituali nella maggior parte degli aerogeneratori installati oggi in tutti i continenti, grazie all’intuizione un giovane che ne realizzo il primo esemplare in Danimarca nel 1956.

 

"Oggi l’eolico è una delle rinnovabili più diffuse e competitive con oltre 500 GW di capacità installata globale, una prospettiva di crescita di circa 59 GW per il 2018 e la promessa di contribuire in modo decisivo alle rivoluzioni verdi in corso in America Latina e Asia."

 

L’acqua, l’innovazione più antica

L’energia dell’acqua è la fonte di energia rinnovabile più antica e allo stesso tempo più proiettata verso il futuro. Da un lato i grandi impianti idroelettrici garantiscono da quasi un secolo la percentuale più elevata di energia pulita di molti Paesi, dall’altra le tecnologie avveniristiche per utilizzare l’immenso patrimonio dell’energia del mare sono le espressioni più avanzate della ricerca nell’ambito delle nuove forme di energia.

 

"L’energia idroelettrica rappresenta oggi circa il 90% della produzione mondiale da fonti rinnovabili e contribuisce per il 17% al totale della capacità installata globale."
 

Alle grandi dighe costruite già dai primi del Novecento - la prima in assoluto venne realizzata in Canada nel 1879 presso le cascate del Niagara – se ne affiancano oggi di colossali grazie a progetti in Cina e America Latina. Ma crescono anche i piccoli impianti ad acqua fluente e i sistemi per rendere sempre più efficienti gli impianti esistenti.

La marine energy è forse la meno conosciuta tra le forme di energia rinnovabili, ma secondo le stime potrebbe raggiungere i 71 GW di capacità installata nel mondo. Maree, onde, correnti rappresentano un patrimonio inesplorato e diffuso su tutto il Pianeta attorno al quale stanno nascendo nuove tecnologie, sperimentazioni e progetti pilota un po’ in tutto il mondo.

Sino a pochi anni fa le fonti rinnovabili nel loro complesso erano come una goccia nel mare della produzione di energia globale. Entro il 2022, secondo il World Energy Outlook 2017, la capacità di generazione da fonti pulite crescerà sino ad essere il 43% del mix energetico globale. E il futuro è appena iniziato.

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