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EGP in Etiopia: la nuova era energetica vede la luce

6 min.

EGP in Etiopia: la nuova era energetica vede la luce

Dal 2017 Enel Green Power lavora in Etiopia per aiutare il paese a diversificare il suo mix energetico e perseguire i suoi ambiziosi obiettivi di sostenibilità. Per EGP si tratta di un impegno costante, fatto di tecnologia e innovazione, ma anche di progetti concreti e rapporto con le comunità.

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L’Etiopia ha nella diversità uno dei suoi punti di forza. Il paese è un crogiuolo di culture e tradizioni millenarie, mentre i suoi altipiani alternati a montagne e spaccati dal grande rift offrono una varietà di paesaggi unica nel continente africano e ospitano ben 31 specie endemiche.

Dal 2016, quando il governo etiope ha deciso di puntare sulle fonti rinnovabili, la caratteristica propensione alla diversità del paese ha abbracciato anche il settore dell’energia, divenendo così un’occasione di sviluppo sostenibile.

Infatti, come previsto dal piano nazionale di crescita (Growth and Transformation Plan 2), l’Etiopia ha intenzione di costruire 13,7 GW di nuova capacità rinnovabile, proveniente da fonti verdi come l’idroelettrico (10 GW), il geotermico (0,6 GW), l’eolico (0,9 GW) e il solare (0,2 GW), biomassa (0,7 GW) e diversificare il mix di generazione energetica come previsto dal piano nazionale di crescita Growth and Transformation Plan 2.

 

Altri due progetti EGP in cantiere

Enel Green Power è arrivata in Etiopia nel 2017 - diventato così il trentesimo paese dove l’azienda opera - quando ha presentato un'offerta per la costruzione dell’impianto fotovoltaico di Metehara (100 MW), a circa 200 km dalla capitale.

Ma in Etiopia l’impegno di EGP non si ferma a Metehara e stiamo attendendo la pubblicazione di gare per altri due progetti solari (supportati da World Bank attraverso il programma Scaling Solar), ma anche idroelettrici geotermici, per cui si stanno ancora esplorando le possibilità.  

Il Paese è ricco di fonti rinnovabili che possono generare energia a costi accessibili grazie alle moderne tecnologie verdi. Inoltre, l'Etiopia vanta un quadro normativo stabile, basato su gare d'appalto e PPA, e una crescita costante della domanda energetica, sostenuta anche da un piano di lungo periodo per l’elettrificazione del Paese.

 

“Siamo molto felici di investire in Etiopia, per rispondere alla sua domanda di energia con le nostre competenze nel settore delle rinnovabili, e contribuire a promuovere lo sviluppo del Paese, supportando al tempo stesso le comunità locali con le nostre iniziative di sostenibilità”
– Antonio Cammisecra, Amministratore Delegato Enel Green Power

 

L’energia derivata da fonti rinnovabili è una grande chance di crescita sostenibile per l’Etiopia: il paese, infatti, nonostante sia dal punto di vista economico uno dei più dinamici dell’intero continente africano, ha tassi di elettrificazione fra i più bassi, una condizione che lo rende ancora una terra di grandi contrasti.

 

Mai più al buio con l’impianto ibrido di fotovoltaico e batterie

L’Etiopia conta poco più di cento milioni di abitanti, di cui però quasi il 60% non ha ancora accesso all’elettricità.

Nonostante negli ultimi anni il governo di Addis Abeba abbia fatto passi da gigante per elettrificare il paese, soprattutto nelle zone remote e rurali i black out sono all’ordine del giorno.

È quanto avviene ad esempio all’ospedale St. Luke di Wolisso, costruito nel 2000 dalla ONG italiana “Medici con l’Africa Cuamm”.

Wolisso è una cittadina di 40mila abitanti a 120 km a sudovest di Addis Abeba e il St. Luke è uno dei pochi ospedali dell’area, oltre ad essere un centro sanitario dell’eccellenza in Etiopia: il suo bacino d’utenza è di 430.000 persone e ogni anno si contano 93.000 visite ambulatoriali, 11.500 ricoveri e quasi 3.300 parti assistiti, di cui il 40% con complicazioni.

L’ospedale tenta di fronteggiare le interruzioni di elettricità attraverso l’utilizzo di 2 generatori diesel di 100 kW ciascuno, che tuttavia, non sono in grado operare alla massima efficienza, non sono sostenibili né per l’ospedale, né per l’ambiente, e non evitano danni ai macchinari sanitari causati dalle mancanze di fornitura elettrica e cali tensione.

Per questo, in collaborazione con Cuamm, abbiamo deciso di installare al St. Luke un innovativo sistema impianto ibrido di fotovoltaico e batterie – 160 kW, 200/320 kWh - e che è in grado di gestire in tempo reale i flussi di energia e garantire la continuità della fornitura elettrica, nonché un risparmio economico per l’ospedale che potrà essere re-investito in servizi sanitari a favore della comunità. L’impianto è attualmente in corso di costruzione e sarà operativo a partire dal mese di Agosto.

In questo modo i generatori diesel vengono usati solo lo stretto necessario, a vantaggio sia dell’ambiente che delle casse dell’ospedale. 

 

“I vaccini e i farmaci base hanno bisogno di corrente costante, purtroppo impossibile ottenere dalla rete nazionale. La soluzione con cui abbiamo lavorato insieme ad Enel Green Power, composta da una grid fotovoltaica e un impianto di storage, garantisce un impatto positivo immediato per tanti bambini e tante mamme che devono essere curate e vaccinate.”
– Don Dante Carraro, direttore Medici con l'Africa Cuamm

 

Quanto fatto a Wolisso rientra negli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’Onu, al raggiungimento dei quali Enel ha preso impegno formale su in particolare 4 SDGs -  accesso all’energia, educazione, impiego e sviluppo economico sostenibile, climate action -. Si tratta di obiettivi che EGP ha integrato nella sua strategia di business, finalizzata ad uno sviluppo veramente sostenibile e alla salvaguardia dell’ambiente e delle comunità in cui opera. 

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