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Enel Green Power punta sull’idrogeno verde per accelerare la transizione energetica

Enel Green Power punta sull’idrogeno verde per accelerare la transizione energetica

Tra limiti e potenzialità, l’idrogeno verde gioca un ruolo centrale nella transizione energetica, contribuendo alla diffusione delle rinnovabili e alla decarbonizzazione dei settori difficili da elettrificare.

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Credo che l’acqua sarà un giorno impiegata come combustibile, che l’idrogeno e l’ossigeno di cui è costituita, utilizzati isolatamente o simultaneamente, offriranno una sorgente di calore e di luce inesauribili e di un’intensità che il carbon fossile non può dare”. Scriveva così Jules Verne nel suo romanzo “L’isola misteriosa” nel lontano 1875. E, a distanza di 145 anni, la “visione” di uno dei più grandi scrittori di romanzi scientifici di tutti i tempi sta diventando realtà.

Oggi, l’idrogeno gioca un ruolo cruciale nel percorso di transizione energetica e può offrire un contributo prezioso per la decarbonizzazione delle industrie ad alta intensità energetica: settore chimico, aviazione, trasporto marittimo, trasporto pesante, etc.. Ma affinché diventi un vettore fondamentale per un futuro energetico più sostenibile, l’elettrolisi – ovvero quel processo con cui si scinde la molecola dell'acqua (H2O) nei suoi due componenti idrogeno (H2) e ossigeno (1/2 O2) – deve essere alimentata da energia rinnovabile.

Il Gruppo Enel è pronto ad accettare la sfida e a sperimentare una produzione di idrogeno a zero emissioni, lungo tutta la catena del valore, puntando ancora una volta sul grande potenziale delle fonti rinnovabili.

 

La chiave per la piena decarbonizzazione

Secondo lo studio dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) “The Future of Hydrogen”, attualmente la produzione di idrogeno avviene quasi interamente da combustibili fossili, causando l’emissione in atmosfera di circa 830 milioni di tonnellate di CO2, pari alla somma di quelle prodotte da Regno Unito e Indonesia.

Solo una produzione attraverso le fonti rinnovabili, insieme a un adeguato quadro normativo, potrà azzerare la Carbon footprint dell’idrogeno e permettere di accelerare lungo la strada della transizione energetica.

Per Enel, il green hydrogen rappresenta la chiave di volta per uno sviluppo davvero sostenibile e si inserisce perfettamente nella visione di sostenibilità del Gruppo che si basa su un duplice obiettivo: da un lato, la decarbonizzazione attraverso la crescita delle energie rinnovabili e la chiusura delle centrali a carbone e, dall’altro, l'elettrificazione dei consumi finali.

In linea con il Piano Strategico del Gruppo, che prevede di diventare una zero emission company al 2050, Enel Green Power sta lavorando per creare una serie di centrali ibride composte da impianti rinnovabili (solari ed eolici) abbinati con elettrolizzatori – quelle strutture che, tramite elettricità, dividono le molecole d’acqua in idrogeno e ossigeno – per produrre idrogeno green che sarà poi venduto a clienti off-taker per la decarbonizzazione dei propri processi. Questa pipeline include anche la possibilità di installare gli elettrolizzatori nei nostri impianti fotovoltaici ed eolici già esistenti, ad esempio in Cile, Stati Uniti e Spagna, dove c’è un vasto potenziale rinnovabile e condizioni normative favorevoli.

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Idrogeno verde, a che punto siamo?

In base ai dati dell’Agenzia internazionale delle energie rinnovabili (IRENA), si prevede che, entro il 2050, il 6% dei consumi energetici finali nel mondo potrebbe essere legata all’idrogeno che, a differenza degli altri combustibili che hanno un forte impatto sul nostro Pianeta, ha un’elevatissima capacità energetica. Basti pensare che, a parità di peso, contiene quasi tre volte il contenuto energetico del gas naturale e la sua combustione non comporta alcuna emissione di CO2, generando esclusivamente vapore acqueo.

L’idrogeno presenta una vasta gamma di potenziali applicazioni. Non solo può essere utilizzato come carburante “pulito” ma può favorire anche la crescita dell’energia green. Un impianto solare o eolico accoppiato con un elettrolizzatore infatti può fornire servizi di rete simili a quelli di un impianto rinnovabile combinato con una batteria. Con l'aumentare della penetrazione rinnovabile, sarà necessaria una generazione flessibile e un impianto rinnovabile accoppiato a un elettrolizzatore, oltre a produrre idrogeno, è molto più flessibile di un impianto autonomo.

Pur non essendo un’alternativa all’elettrificazione, che rimane la via più economica e più semplice per decarbonizzare grandi porzioni del consumo totale di energia finale, l’idrogeno verde rappresenta un complemento di questo processo, una delle soluzioni energetiche più promettenticonvenienti e sostenibili per abbattere le emissioni dei settori hard to abate. E per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, sarà la decarbonizzazione delle industrie che dipendono dall’uso di carburanti fossili a fare davvero la differenza.

Inoltre, se prodotto entro i confini nazionali, l’idrogeno green può ridurre la dipendenza di un Paese dalle importazioni di combustibili fossili e, con la creazione di una nuova value chain, avere risvolti sociali positivi dati dall’aumento di nuove opportunità lavorative.

Tuttavia, non mancano questioni aperte legate alla grande quantità di energia impiegata nella produzione di idrogeno rinnovabile, alla disponibilità di tecnologie di stoccaggio di grossa taglia o agli elevati costi per il trasporto. Ma la diffusione delle rinnovabili, l’aumento della produzione di elettrolizzatori e le relative economie di scala, create anche grazie all’evoluzione tecnologica, potrebbero spianare la strada a questo elemento che, secondo le stime di Enel, sarà molto competitivo nel giro di 5 anni.

Nello scenario attuale, quindi, l’idrogeno ci permetterebbe di compiere un ulteriore passo in avanti verso la neutralità climatica, purché venga prodotto attraverso fonti rinnovabili.

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