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Rinnovabili, il momento è adesso

Rinnovabili, il momento è adesso

Nei primi sei mesi del 2020 in Europa l’energia da rinnovabili ha superato quella prodotta con fonti fossili: è la prima volta che accade. E molte organizzazioni internazionali spiegano perché con la crisi Covid-19 è il momento di accelerare con gli investimenti in energie pulite. Come sta facendo Enel Green Power.

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Prima o poi doveva succedere. In Europa, per la prima volta, la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ha superato quella da combustibili fossili. A certificarlo è Ember, il think-tank internazionale sui cambiamenti climatici che pubblica ogni anno un rapporto sul settore energetico nel Vecchio continente. Nei primi sei mesi del 2020 eolico, solare, idroelettrico e biomasse insieme hanno generato il 40% dell’elettricità consumata nell’Europa dei 27, contro il 34% da fonti fossili.

Che il sorpasso si sia verificato proprio nell’anno della pandemia non è un caso e le ragioni sono in parte legate a un calo della domanda di energia dovuta al periodo di lockdown. Ma gli autori del rapporto indicano anche un aumento dell’11% della produzione da rinnovabili dovuto a condizioni ambientali favorevoli e all’entrata in funzione di nuovi impianti fotovoltaici ed eolici, al punto che vento e solare insieme concorrono al 21% della produzione di tutta l’energia elettrica consumata in Europa, un livello mai registrato in precedenza. E si registra un calo del 18% nell’impiego di combustibili fossili nonostante il crollo dei prezzi del petrolio.

Altre fonti confermano trend simili. Reuters, per esempio, riporta i dati EIA (Energy Information Administration) per gli Stati Uniti del mese di aprile, in cui l’apporto del carbone nella produzione di elettricità è crollato di oltre il 30%, mentre quello delle rinnovabili, che nel paese sono ancora in uno stadio di sviluppo iniziale, è cresciuto del 3%.

 

L’opportunità che si apre con la crisi

Il trend è, quindi, assai interessante, ed è stato rilevato anche da importanti organizzazioni internazionali. L’emergenza da Covid-19 rappresenta uno shock senza precedenti per l’economia globale che richiederà massicci piani di investimento pubblico: un’opportunità da cogliere per non ripetere gli errori del passato, ripensare il sistema globale e accelerare verso un'economia più sostenibile, equa, resiliente e duratura. Le scelte dei prossimi mesi decideranno gli esiti dei decenni futuri.

L’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) segnala come la drastica riduzione dei livelli di anidride carbonica che sperimenteremo il prossimo autunno per la crisi economica non sarà un motivo per festeggiare, ma per far sì che, alla ripresa che seguirà, non corrisponda anche un rimbalzo delle emissioni, così come si è verificato dopo la crisi del 2008. L’agenzia indica una serie di azioni necessarie per una ripresa green, come la necessità di investimenti a livello pubblico e privato per sostenere le rinnovabili, favorire l’efficienza energetica, spingere la mobilità elettrica.

L’Agenzia internazionale per l’energia rinnovabile (IRENA) ha pubblicato a giugno una corposa agenda per la resilienza, lo sviluppo e l’eguaglianza nella ripresa post-Covid. In particolare indica come fondamentale l’innesto di strategie di lungo periodo sugli interventi a breve termine sollecitati dalla pandemia. Strategie che devono essere fondate sulla transizione energetica a livello nazionale e regionale perché, sottolinea l’organizzazione, ogni milione di dollari investito in efficienza energetica genera almeno 10 posti di lavoro, che salgono a 25 se finanzia progetti nel campo delle rinnovabili.

Interventi di questo genere, secondo IRENA, sono necessari per avviare un volano che potrà portare a un sostanziale incremento del Pil mondiale nel periodo 2021-2023.

Secondo un’analisi del World Resources Institute un investimento complessivo tra 35 e 45 milioni di miliardi di dollari entro il 2050 porterebbe a un mondo a zero emissioni nel decennio successivo, con risparmi valutabili tra 62 e 169 milioni di miliardi di dollari sui costi sanitari e sociali ottenibili attraverso la riduzione dell’inquinamento atmosferico. Vale a dire un investimento che rende da 3 a 8 volte l’impegno iniziale. Sulla stessa linea il World Economic Forum che sottolinea come rappresentanti dei governi e business leader abbiamo un’occasione unica non solo per combattere i cambiamenti climatici ma anche per rilanciare l’economia e migliorare la società.

 

L’impegno di Enel Green Power

Enel Green Power sta contribuendo attivamente a questi obiettivi. Siamo presenti in 27 paesi con una capacità gestita rinnovabile di 46 GW, quantità che continua a crescere anno dopo anno, rafforzando la nostra leadership globale. Un risultato reso possibile durante il lockdown anche dall’utilizzo più intensivo di tecnologie che, spiega Umberto Magrini, Head of Engineering & Construction di Enel Green Power, “ci hanno consentito di supervisionare a distanza il lavoro nei vari cantieri e di condurre perfino collaudi con supporto remoto”. La presenza fisica di tecnici sul posto “è sempre necessaria per operazioni di questo tipo, ma durante il lockdown abbiamo capito che possiamo ridurla al minimo, assistendo con ingegneri e tecnici specializzati le persone fisicamente presenti sui siti. Quando questo periodo sarà superato, le esperienze che abbiamo maturato ci saranno utili per intraprendere un percorso ancora più virtuoso e accelerare ulteriormente le fasi di sviluppo dei siti, arrivando a “deployment” più rapidi”.

Il tutto si tradurrà in una maggiore capacità di incrementare la potenza installata, fondamentale per velocizzare tutto il processo di transizione energetica. Il Gruppo Enel si è impegnato a sviluppare il proprio modello di business in linea con l'obiettivo dell'Accordo di Parigi e a decarbonizzare completamente il proprio mix di generazione entro il 2050. Già entro il 2030 raggiungeremo una completa eliminazione del carbone. Stiamo investendo sul futuro, stiamo già costruendo il nuovo mondo. 

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