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“Sulle tracce dei ghiacciai”: al Gran Sasso la missione finale

“Sulle tracce dei ghiacciai”: al Gran Sasso la missione finale

Il 13 settembre si è conclusa dopo undici anni la prima fase del progetto fotografico-scientifico sostenuto da Enel Green Power, “Sulle tracce dei ghiacciai”, ideato da Fabiano Ventura per studiare e documentare lo stato di salute dei grandi ghiacciai della Terra.

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Documentare e studiare l'erosione dei ghiacciai per comprendere come si sta trasformando il nostro pianeta a causa del cambiamento climatico e ambientale. È con questo obiettivo che nel 2009 è partito il progetto “Sulle tracce dei ghiacciai” del fotografo Fabiano Ventura, sostenuto da Enel Green Power. Dopo undici anni di ricerca iconografica e lavoro fotografico-scientifico che l’hanno portato in Karakorum, in Caucaso, in Alaska, sulle Ande e in Himalaya, il 13 settembre il team guidato dal fotografo ha terminato la sua missione sul massiccio del Gran Sasso, nell’Appennino abruzzese, tappa conclusiva dell'ultima spedizione, “Alpi 2020”, che a partire dallo scorso 24 luglio ha attraversato tutto l’arco alpino, dalla Valle d’Aosta al Friuli Venezia Giulia, toccando i ghiacciai più importanti.

Per tre giorni l’équipe fotografico-scientifica di Ventura ha documentato l’agonia del ghiacciaio del Calderone, il più a sud d’Europa, replicando  le foto scattate tra fine ‘800 e primi del ‘900 dai fotografi Dino Toninelli, Enrico Abbate e Pietro Angeletti.

Il ghiacciaio, che si trova a una quota compresa tra i 2.650 e i 2.850 metri ha iniziato a ritirarsi a partire dalla metà dell’800 ed è passato da un'area di 7,5 ettari intorno al 1916 a 4,5 ettari alla fine del secolo scorso. Negli ultimi venti anni ha continuato a ridursi, anche se con diverse modalità a seconda delle annate, fino a raggiungere oggi quello che è con ogni probabilità il suo minimo storico. Dall’inizio degli anni Duemila, infatti, per il Calderone non si può più parlare di ghiacciaio ma di glacionevato: un accumulo di ghiaccio di ridotta superficie e di limitato spessore, dove d’estate la fusione è così veloce che la massa ghiacciata accumulata durante l’inverno si riduce comunque.

“Nonostante la stanchezza di questi ultimi mesi sono molto felice di partire per quella che definisco la mia ‘montagna di casa” ha raccontato Fabiano Ventura alla vigilia della spedizione sul ghiacciaio del Calderone. “È al Gran Sasso, infatti, che ho cominciato a praticare l’alpinismo e coltivato la passione per la montagna e per la fotografia di ambiente. Il progetto ‘Sulle tracce dei ghiacciai’, che mi ha portato sulle montagne di tutto il mondo, non poteva che chiudersi qui”.

Durante le missioni il team fotografico-scientifico di Ventura ha replicato in tutto il mondo, con macchine fotografiche di grande formato a pellicola, gli scatti dei fotografi di fine ‘800 e primi del ‘900, realizzando così il più grande archivio al mondo di confronti fotografici sui principali ghiacciai del pianeta con l’obiettivo di testimoniare lo stato di salute della Terra.

Enel Green Power ha sostenuto il progetto ideato da Ventura con l’obiettivo di comunicare gli effetti dei mutamenti climatici comparando lo stato attuale dei ghiacciai con le fotografie storiche dei primi del Novecento. Il confronto fotografico, insieme ai dati scientifici rilevati, rappresenta lo strumento perfetto per testimoniare l’arretramento dei più grandi ghiacciai montani della Terra perché fornisce un’idea immediata delle importanti variazioni climatiche che il nostro pianeta sta affrontando. E conferma l’urgenza delle azioni previste dagli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu che il nostro Gruppo ha messo al centro della propria azione.

Con la spedizione “Alpi 2020” si conclude la prima, lunga, fase del progetto dedicata principalmente ai confronti fotografici e alle ricerche scientifiche. Inizia adesso la seconda fase, quella della divulgazione dei risultati nelle scuole, nei musei e in ambito scientifico. Con un obiettivo: diffondere il più possibile la consapevolezza dei mutamenti in atto e della necessità di farci carico, come individui e collettività, del futuro del nostro pianeta. 

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