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L'UE verso le energie rinnovabili grazie all'aggiornata Direttiva Europea

La Direttiva 2018/2001 sulla promozione delle energie rinnovabili, recentemente aggiornata dall’Unione Europea, è entrata in vigore il 24 dicembre 2018 all’interno del pacchetto normativo “Energia pulita per tutti gli europei”.

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La Direttiva stabilisce una serie di obiettivi vincolanti da perseguire in modo collegiale, come l’obbligo per ogni Stato membro di assicurarsi che la quota di energia proveniente da fonti rinnovabili raggiunga almeno il 32% del totale dei consumi elettrici finali entro il 2030. Inoltre, scatta l’obbligo per i fornitori di carburante di assicurarsi che la loro quota di energia rinnovabile riferita ai consumi finali di energia nel settore trasporti raggiunga almeno il 14% entro il 2030. La Direttiva include una clausola che nel 2023 rivedrà al rialzo gli obiettivi europei sulle rinnovabili.

Ogni Stato membro avrà tempo fino al 30 giugno 2021 per recepire le norme contenute nella Direttiva, integrandole all’interno del proprio quadro legislativo tramite l’approvazione di apposite leggi e regolamenti amministrativi.  Oltretutto, come prescritto dal nuovo Regolamento europeo 2018/1999, agli Stati membri sarà richiesto di predisporre un Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (INECP) riferito al periodo 2021-2030, in grado di fornire indicazioni su come si intenda raggiungere questi obiettivi. Ogni Stato membro ha dovuto sottoporre una bozza preliminare entro la fine del 2018 mentre la consegna della versione definitiva è prevista per il 31 dicembre 2019.
 

Stabilità normativa: ristabilire la fiducia degli investitori, evitando modifiche retroattive

La Direttiva ha il compito di migliorare la struttura normativa e la stabilità dei programmi di sostegno allo sviluppo delle rinnovabili, richiedendo ad ogni Stato membro di fissare un calendario quinquennale di incentivi che comprendano un’indicazione di massima sulla tempistica e la frequenza delle procedure di aste pubbliche, oltre a indicazioni come la potenza erogata, il budget di spesa e le tecnologie ammesse al bando.

Inoltre, agli Stati membri verrà richiesto di garantire la trasparenza e l’apertura al mercato dei programmi di sostegno, in modo che questi possano massimizzare l’integrazione delle rinnovabili all’interno del mercato elettrico.

Infine, gli Stati membri dovranno assicurarsi che le condizioni legate ai progetti di sostegno verso gli impianti rinnovabili di nuova costruzione, insieme ai livelli di sostegno che gli stessi potranno garantire, non vengano riviste in modo tale da influenzare negativamente la sostenibilità economica e i diritti già in essere di impianti rinnovabili che attualmente beneficiano di questo sostegno.
 

Promuovere i Power Purchase Agreement (PPA) nel settore delle rinnovabili

Nella sua più recente formulazione, la Direttiva richiede ad ogni Stato membro di rimuovere i vincoli allo sviluppo dei PPAoltre ad includere nei propri INECP tutte le politiche e le norme che possano promuovere la loro adozione in tutta Europa.

Enel Green Power è un precursore a livello mondiale sul tema PPA, avendo già sottoscritto questo tipo di contratti negli Stati Uniti e in Messico.

Sul mercato a stelle e strisce, i PPA proposti da EGP sono oggi uno strumento fondamentale al servizio di grandi multinazionali, aziende hi-tech e anche cooperative energetiche che puntano a raggiungere ambiziosi obiettivi in tema di sostenibilità, sempre più richiesti da clienti, azionisti e consumatori.
 

Ottimizzare, semplificare e ridurre le scadenze delle procedure amministrative

La Direttiva fissa delle scadenze obbligatorie per l’emanazione dei permessi, oltre a istituire un “centro servizi unico” per assistere i richiedenti nell’iter autorizzativo che riguarda la costruzione, la connessione in rete e la gestione degli impianti rinnovabili.

La procedura completa, dalla richiesta di sostegno fino all’approvazione definitiva di un progetto non potrà durare più di due anni. Per impianti di potenza installata inferiore a 150 kW o in caso di cambio di fonte energetica per un impianto esistente, la tempistica si riduce a un anno.  Queste scadenze potranno essere estese di un anno in caso di circostanze straordinarie opportunamente motivate e dimostrate.

In aggiunta, ai richiedenti sarà permesso l’invio della documentazione in formato digitale. 
 

Quali saranno le prossime mosse dell’Europa?

All’interno di una visione strategica di lungo termine, la Commissione Europea ha adottato il manifesto “Un pianeta pulito per tutti” che getta le basi per la costruzione di un’Europa a impatto climatico zero entro il 2050.  Questa visione strategica intende approfondire le modalità con cui l’Europa rispetterà gli accordi di Parigi sul clima, oltre a immaginare il percorso da seguire fino al 2050 una volta raggiunti i propri ambiziosi obiettivi energetici nel 2030.

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