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Accelerazione delle rinnovabili e chiusura delle centrali a carbone: il binario della transizione energetica

Sviluppare nuova capacità rinnovabile consente di dire addio più rapidamente al carbone. Dalle parole ai fatti: ecco come evolve la nostra strategia globale.

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Immaginate la strada della transizione energetica come un binario. Due rotaie parallele, pronte a collegare il mix energetico del passato alla prossima stazione, quella dello sviluppo sostenibile. Su una rotaia corrono le energie rinnovabili, la cui velocità di penetrazione sul territorio diventa ogni giorno maggiore. Sull’altra rotaia c’è un’accelerazione diversa, ma ugualmente importante: quella del processo di decarbonizzazione. La traversina che unisce i due binari, e garantisce un viaggio sicuro, è il gas, alleato strategico della transizione energetica per garantire l’equilibrio del sistema elettrico.

 

“Una centrale a gas produce almeno il 60% in meno delle emissioni del carbone. E in ogni caso, se si vogliono rispettare i piani del Piano energia e clima dell’Italia, lo sviluppo delle rinnovabili non basterà, per un po’ avremo bisogno del gas.”

- Antonio Cammisecra, Amministratore Unico di Enel Green Power

 

Il viaggio di Enel Green Power sulla strada della sostenibilità energetica è iniziato nel 2008 e non si è mai fermato. A livello globale, nel 2019, la capacità installata da fonti rinnovabili del Gruppo Enel ha superato quella da fonti termoelettriche, mentre la produzione di elettricità a zero emissioni – nel primo trimestre del 2020 - ha raggiunto il 64% della generazione totale del Gruppo.

 

Italia, semaforo verde alle rinnovabili

Il completamento del phase out dal carbone - in Italia – è previsto entro il 2025, mentre a livello globale entro il 2030. Proprio in Italia il semaforo delle rinnovabili è diventato in questi giorni ancora più verde, grazie all’assegnazione di nuova capacità rinnovabile ad Enel Green Power tramite la seconda asta FER (Fonte di Energie Rinnovabili) del GSE (Gestore Servizi Energetici).

Dopo esserci aggiudicati circa 80 MW di capacità già a gennaio 2020, la seconda asta ci ha infatti incaricato della realizzazione di 68 MW di nuova capacità rinnovabile per due progetti eolici in Campania e in Basilicata, assieme a 38,3 MW di potenza derivante dal rifacimento di impianti idroelettrici già in servizio nei comuni di Castiglione dei Pepoli (Bologna), Civitella in Val di Chiana (Arezzo) e Montecreto (Modena).

 

“Con questa seconda aggiudicazione confermiamo il nostro impegno ad investire in nuova capacità rinnovabile in Italia, contribuendo così agli sfidanti obiettivi di decarbonizzazione del Gruppo Enel e del Paese. Grazie alla nostra strategia di sviluppo, a livello globale nel 2019 la capacità installata da fonti rinnovabili del Gruppo ha superato quella termoelettrica, segnando un ulteriore passo in avanti verso la progressiva sostituzione delle fonti fossili con quelle a zero emissioni.”

-Antonio Cammisecra, Amministratore Unico di Enel Green Power

 

La nostra pipeline di sviluppo prevede nuova capacità rinnovabile in tutto il mondo: da inizio 2020 abbiamo già collegato alla rete gli impianti statunitensi di Whitney Hill e Road Runner, mentre in Spagna hanno preso il via i lavori della centrale fotovoltaica di Los Naranjos (Andalusia) e del parco eolico di Los Gigantes (Aragona). Nuova energia rinnovabile in arrivo anche nelle Baleari: è già partita la realizzazione dell’impianto fotovoltaico Sa Caseta a Maiorca, mentre a breve arriveranno le autorizzazioni amministrative per la costruzione di altri 6 impianti fotovoltaici, a seguito di un’assegnazione nell'asta di energia rinnovabile.

 

Brindisi, addio anticipato al carbone

La nuova capacità rinnovabile è però solo uno dei due binari della transizione energetica. E così, sempre in Italia, il Gruppo Enel ha ottenuto il via libera dal Ministero dello Sviluppo Economico italiano alla chiusura anticipata del Gruppo 2 della centrale termoelettrica Federico II di Brindisi, a partire dal primo gennaio 2021. In coerenza con la nostra strategia di decarbonizzazione e con gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC), abbiamo avviato negli scorsi mesi l'iter che porterà alla riconversione del sito con un impianto a gas ad altissima efficienza, di pari passo con lo sviluppo da parte di EGP di nuovi progetti per l'installazione di capacità fotovoltaica all'interno del sito.

Una strada necessaria per assicurare la chiusura completa dell'impianto a carbone di Brindisi entro il 2025 e per garantire contestualmente la sicurezza della rete elettrica nazionale: il gas naturale è un alleato fondamentale della transizione energetica, in grado di garantire la stabilità della rete elettrica e – ad operazioni di riconversione completate - tagliare le emissioni di anidride carbonica fino al 60%.

 

La svolta del Cile: chiudere Bocamina con 18 anni di anticipo

La chiusura anticipata della centrale Federico II di Brindisi è solo uno dei tasselli del mosaico sostenibile di Enel Green Power. Nella stessa direzione va anche scelta di accelerare la chiusura dell’impianto a carbone di Bocamina, in Cile: il Gruppo Enel prevede di far cessare l’operatività in due step: 31 dicembre 2020 chiusura dell’operatività dell’Unità I e 31 maggio 2022 stop anche all’Unità II, pianificando al contempo il completamento di 2 GW di capacità rinnovabili nel Paese. Si attende il via libera del Ministero dell'energia del Paese: il piano di phase out prevedeva solo un anno fa la chiusura di Bocamina I entro la fine del 2023 e quella di Bocamina II entro il 2040. La nostra proposta è di ridurre le emissioni di carbonio con 18 anni di anticipo.

Tutto ciò sarà possibile, garantendo stabilità alla rete, grazie alle previsioni di completamento dei 2 GW di capacità rinnovabile nel Paese da parte di Enel Green Power, metà della quale già in realizzazione. Sta già sorgendo infatti la prima centrale ibrida cilena, grazie all’impianto fotovoltaico di Azabache (60,9 MW), combinato con il parco eolico di Valle de los Vientos (90 MW).  Sono in realizzazione, sempre in Cile, il progetto solare Campos del Sol (382 MW) e l'ampliamento da 33 MW della centrale geotermica di Cerro Pabellón da 48 MW, unico impianto di questo tipo in esercizio in Sud America.

​Accelerazione delle rinnovabili e uscita dal carbone, con il gas pronto a garantire la stabilità della rete elettrica: Enel Green Power e il Gruppo Enel rinnovano il proprio impegno con decisioni concrete e disruptive sul binario della transizione energetica. Prossima fermata, un futuro di energia sostenibile.

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