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Dall’innovazione EGP, il robot che “pulisce” il sole

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Dall’innovazione EGP, il robot che “pulisce” il sole

Il Solar Lab di Enel Green Power sta testando dei robot innovativi in grado di pulire da soli i moduli dei nostri impianti fotovoltaici. Intervista a Paola Pugliatti, specialista soluzioni innovative dell’IBO Solar di Enel Green Power.

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Immaginate di dover rimuovere lo sporco da una superficie che si estende per alcuni chilometri quadrati. La sola idea spaventa. Ma è quello che Enel Green Power deve fare in Paesi come il Cile o il Sudafrica dove sorgono alcuni dei nostri più grandi campi fotovoltaici.

Sabbia, detriti, ma anche la semplice polvere sono un problema serio per il funzionamento dei pannelli e per l’efficienza degli interi impianti. Quanto più un campo solare è esteso o esposto a condizioni estreme - come nei deserti - la sua pulizia rappresenta una vera e propria sfida quotidiana.

Per questo nel Solar Lab di Enel Green Power a Catania (Italia), dove prendono forma molte delle nostre innovazioni, si è pensato all’utilizzo di “PV cleaning robot in grado di pulire i pannelli solari in modo completamente autonomo e governabile da remoto”, spiega Paola Pugliatti, specialista soluzioni innovative dell’Innovation Business Opportunities (IBO) Solar di EGP.

 

Come è nata l’idea di usare questi robot?

In luoghi complessi come il Cile abbiamo appurato che attraverso le tradizionali modalità di pulitura non si riescono a ottenere i risultati sperati, soprattutto a causa degli alti livelli di “sporcamento”. Ci troviamo in aree isolate, desertiche, dove la sabbia e la polvere rischiano non solo di far diminuire l’efficienza, ma anche di causare danni irreversibili ai pannelli fotovoltaici.

 

Come mai la sabbia è così pericolosa?

Si tratta del cosiddetto soiling impact. A causa dello sporco la radiazione solare non viene captata dal pannello, che quindi non riesce a generare la giusta quantità di energia, inoltre il parziale ombreggiamento di alcune zone per lunghi periodi, può causare guasti e rotture. Ogni area geografica presenta problematiche diverse e molto dipende dalle situazioni climatiche e microclimatiche dell’ambiente in cui si trova l’impianto. Arrivare a una soluzione completamente automatizzata per la pulizia dei moduli offre quindi tantissimi vantaggi.

 

Ad esempio?

Innanzitutto un forte recupero di energia prodotta dal pannello, ma anche una precisa programmabilità delle operazioni di O&M degli impianti e una gestione da remoto che consente di utilizzare i robot in qualsiasi momento e con qualsiasi condizione climatica. Proprio perché programmabili, i robot permettono una riduzione del soiling impact prossima al 90-100%. Inoltre, oltre ad essere molto flessibili, queste macchine sono montate direttamente sulle stringhe di pannelli: questo permette di non ingombrare gli spazi dell’impianto stesso, come invece farebbe un addetto o un veicolo adibito alla pulizia. Ricordiamo poi che ogni robot è completamente stand-alone.

 

Cosa significa?

Che funziona in maniera totalmente indipendente. I robot sono autoalimentati da batterie e da pannelli fotovoltaici, ma soprattutto non necessitano di acqua. Questo è importantissimo in zone desertiche dove l’acqua scarseggia e dove le municipalità locali applicano forti restrizioni a riguardo.

 

Sono previsti ulteriori sviluppi per migliorare l’efficienza degli impianti fotovoltaici?

Il continuo esercizio dei robot sugli impianti ci permetterà di raccogliere dati molto utili non solo per migliorarne l’efficienza ma anche per ampliarne le attività. Immaginiamo di implementare i sensori per operazioni di monitoraggio molto più semplificate. E in futuro potremmo avere robot che puliscono i pannelli e allo stesso tempo effettuano una vera e propria “scansione” per verificare lo stato di salute dell’impianto.

 

Come stanno andando le prime sperimentazioni?

Siamo al lavoro con progetti pilota nel nostro impianto fotovoltaico ad Adrano, in provincia di Catania, lo storico sito dove nel 1981 Enel realizzò la prima centrale solare a concentrazione del mondo. Nel Solar Lab di Passo Martino stiamo procedendo con altri test di innovazione. Entro marzo prevediamo di avere macchine già in funzione.

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