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La sfida decisiva del nostro tempo

3 min.

La sfida decisiva del nostro tempo

L’utilizzo sempre maggiore delle rinnovabili ha un ruolo cruciale nella lotta al cambiamento climatico. Gli sforzi attuali non sono tuttavia sufficienti per contenere il riscaldamento sotto i 2°C.

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Il cambiamento climatico è la sfida decisiva del nostro tempo. I livelli atmosferici di anidride carbonica sono più alti di quanto lo siano stati per 800.000 anni e sono in aumento. Le emissioni cumulative di biossido di carbonio (CO2) e l'aumento medio della temperatura superficiale globale hanno una relazione quasi lineare. La conseguenza è un riscaldamento terrestre senza precedenti: gli ultimi tre anni sono stati i più caldi mai registrati.

Il cambiamento climatico ha già significativamente impattato il nostro pianeta: violente tempeste, siccità, incendi, inondazioni, scioglimento dei ghiacciai e innalzamento del livello del mare.

La soluzione del problema del cambiamento climatico passa chiaramente per la decarbonizzazione: la transizione energetica verso un impiego massivo di fonti di energia rinnovabile è in corso, ma sono necessari ulteriori progressi per innescare effetti positivi sui cambiamenti climatici e garantire al contempo la copertura della sempre crescente domanda di energia.

Secondo l’International Energy Agency (IEA), la transizione energetica per essere efficace nel contenere gli effetti sul clima, dovrà comportare la riduzione di circa il 45% dei volumi attuali di emissioni di CO2 entro il 2040. Le energie rinnovabili rappresentano attualmente circa il 25% dell'approvvigionamento elettrico globale, e la prospettiva è quella di raddoppiare il contributo entro il 2040. Le fonti rinnovabili quindi stanno assumendo un ruolo dominante nel mix energetico. Una efficiente integrazione delle stesse è fondamentale per una fluida transizione del settore energetico.

In termini di capacità, le fonti rinnovabili hanno rappresentato più della metà della capacità installata negli ultimi cinque anni a livello globale.

Alla base di questa accelerazione degli investimenti vi sono riduzioni sostanziali del costo delle tecnologie: già oggi in diverse aree del mondo è economicamente più conveniente costruire un nuovo impianto rinnovabile piuttosto che continuare ad utilizzare un impianto esistente a combustibili fossili. Si aggiunge, come ulteriore stimolo allo sviluppo del settore, la crescente domanda di medio-grandi operatori industriali: l’acquisto di energia rinnovabile è infatti il risultato di una scelta economica e al contempo di sostenibilità e rispetto di valori socio-ambientali. I trend sono quindi incoraggianti ma per raggiungere gli obiettivi prefissati è necessario accelerare ulteriormente e continuare ad investire in innovazione affinché la produzione rinnovabile rappresenti la migliore risposta per una domanda crescente di energia e una produzione affidabile per sostituire le tecnologie ad alte emissioni.

Il piano di intervento sull’approvvigionamento di energia elettrica va adeguatamente integrato con l’identificazione di opportuni piani di azione per gli altri settori di uso finale dell’energia quali edifici, industria e trasporti.

In primo luogo l’incremento dell’utilizzo del vettore elettrico per consumi che tipicamente oggi non sono elettrici (e.g. riscaldamento degli edifici, mobilità), consentirebbe un più efficiente impiego delle risorse. La così detta elettrificazione dei consumi quindi comporta di per sé un risparmio energetico.

In particolare, l’elettrificazione del trasporto e del condizionamento consentirà una maggiore penetrazione delle rinnovabili sfruttando anche la coerenza tra profilo di produzione e domanda, come ad esempio accade tra il profilo di produzione solare e la curva di domanda generata dall’utilizzo di aria condizionata.

Alla luce di quanto detto, emerge chiaramente la necessità di un impegno condiviso e concreto da parte della società nella sua interezza, dal settore pubblico al privato, che comporti l’adozione di comportamenti sostenibili ed un impegno concreto e capillare, dalle grandi organizzazioni fino ai singoli individui. Non c'è tempo, né ragione, per ritardare. Non possiamo più credere che inquinamento ed emissioni siano il costo inevitabile del progresso: non è vero, non possiamo permettercelo e soprattutto ci impedisce di cogliere le opportunità di miglioramento sviluppo che la sfida del cambiamento climatico ci impone.

Agire presto è necessario e possibile ed è un dovere morale verso le generazioni future a cui dobbiamo garantire la prospettiva di una vita migliore della nostra. 

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